VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | L’esordio del regista Cipani non è eccezionale ma il tema è profondo. E il piccolo Gio è un’emozione in ogni scena. Il trailer

di Vittoria Epicoco

Mio Fratello Rincorre i Dinosauri, film del regista esordiente Stefano Cipani, ispirato all’omonimo libro, di per sé non ha niente di eccezionale ma tratta un tema importante e profondo, e che però si scontra con una realtà molto diversa.

Immaginate di avere cinque anni, due sorelle più grandi e il desiderio di un fratellino… che in effetti arriva: Gio.
E Gio è speciale – che per un bambino di cinque anni può voler dire solo “supereroe” -, e tutti sono colti alla sprovvista riguardo la sua specialità; in particolar modo i due genitori (qui Alessandro Gassman e Isabella Ragonese) che, non essendosi curati di eseguire gli esami “come fanno tutti” in modo da poter decidere, devono poter preparare Jack ad un certo tipo di sensibilità.
Jack è la felicità fatta persona, ma ben presto capisce cosa significa avere quel cromosoma in più.
Jack passerà dal rifiuto di avere un fratello Down alla sua accoglienza, ma non senza difficoltà.

Il film ha un potenziale che viene sfruttato in malo modo.
La sceneggiatura, per quanto fedele al libro, viene rimaneggiata e quindi danneggiata; il tema centrale è decentrato da un’eccessiva dedizione per la liaison tra Jack (Francesco Gheghi) e Arianna (Arianna Becheroni) – accanita attivista politica già dai 14 anni – che a fasi alterne annoia.
Proprio questo vagliare vari e diversi temi, disorienta chi guarda dal punto fermo proposto dallo stesso titolo. Sembra che Cipani abbia voluto inserire quanta più attualità possibile; in certi casi l’incastro riesce, in altri rischia di essere un calderone di tante (troppe) cose.

Bene le interpretazioni da parte di tutti gli attori, specialmente Gassman e la Ragonese che nel loro ruolo di genitori amorevoli ci stanno proprio bene, ed ispirano un senso vero e proprio di famiglia che sa come esserci.
Roberto Nocchi, così naturale nel ruolo del migliore amico Vitto, più maturo del quattordicenne medio, che si accorge del cambiamento di Jack e senza paura lo affronta. Il ruolo di Jack rende perfettamente l’idea di ciò che ogni adolescente vive in una società che ispira tutt’altro che fiducia, tanto da portare ad inventare bugie serie e gravi pur di sentirsi accettati, scegliendo di vivere in una bolla immaginaria che, ad un certo punto, tanto è grande da esplodere.

Ma di sicuro l’applauso più grande va alla vitalità ed allegria di Lorenzo Sisto alias Gio il quale, malgrado non gli venga lasciato troppo spazio, è un’emozione in ogni scena in cui è presente.

Il lungometraggio è senza dubbio emozionante, una importante riflessione sul valore della vita umana, qualunque essa sia e di qualsiasi grado di qualità essa sia, tema ultimamente molto dibattuto, ma che non andremo ad approfondire. Comunque non c’è paragone tra film e libro, film che per quanto si sforzi, non riesce a trasmettere gli stati d’animo, la vergogna, le sensazioni di Jack così profondamente ed intimamente come nel racconto scritto in prima persona dallo stesso Giacomo Mazzariol.

Mio Fratello Rincorre i Dinosauri è al cinema, e se già si andrà a vederlo sarà una conquista. E non è così scontato.