In programma in Umbria la prima Grande Agape delle Chiese dei Fratelli dell’Italia Centrale

FOLIGNO (Perugia) – È in programma domenica 8 settembre, a partire dalle 10 nei locali del Dopolavoro ferroviario, uno dei più importanti appuntamenti del mondo evangelico italiano, la prima Grande Agape delle Chiese dei Fratelli dell’Italia Centrale, un meeting al quale sono attesi centinaia di partecipanti provenienti da diverse comunità locali di Umbria, Abruzzo, Marche, Lazio e Toscana.

Le Assemblee dei Fratelli sono un raggruppamento di circa 300 chiese sparse in tutto il territorio nazionale che contano (ma le stime sono approssimative) circa 20.000 fedeli. L’appuntamento è con ingresso aperto al pubblico e prevede canti, preghiere spontanee e una predicazione biblica dedicata alla circostanza. L’incontro – dedicato a “La sfida a vivere nella casa di Dio nel nuovo millennio” – prende il nome di “Agape”, perché così viene definito dalla Bibbia, nel Nuovo Testamento, l’incontro di amore fraterno e di comunione dei cristiani e Foligno è stata scelta non solo per la sua posizione centrale ma anche per la presenza in città e nella regione di nuclei antichi di queste chiese, che tra l’altro sono risultate molto attive anche nel sostegno alle popolazioni colpite dagli eventi sismici degli ultimi anni.

Quali sono le caratteristiche di queste chiese? Esse esprimono in maniera originale l’anelito di ricerca di un cristianesimo autentico che anima da sempre tutte le forme e le espressioni della cristianità “italiana”, a partire dalla Chiesa di Roma per finire a tutte le espressioni del mondo evangelico. Gli evangelici e protestanti italiani vantano una storia di due secoli (le prime formazioni risalgono infatti all’epoca pre-unitaria, all’inizio del XIX secolo) ed esprimono un variegato panorama di spiritualità, esperimenti ecclesiali e impegno sociale. Le Assemblee dei Fratelli che si raduneranno a Foligno sono l’espressione più antica di questo panorama, presenti nell’area di Perugia già alla fine dell’800.

I “Fratelli”

I “Fratelli” pongono molta enfasi sulla figura di Gesù Cristo, Figlio di Dio incarnato, di cui rendono testimonianza i Vangeli, e i loro radunamenti, molto essenziali nella forma, esaltano la partecipazione di ogni singolo fedele. Infatti un’altra delle convinzioni dei “Fratelli” è quella di mettere radicalmente in pratica l’idea dei Riformatori protestanti relativa al sacerdozio universale di tutti i credenti, il che significa dare vita a comunità di fede locali (assemblee) che seguono il vissuto e la pratica delle prime comunità cristiane, come raccontati nelle pagine del Nuovo Testamento: niente gerarchia, indipendenza di ogni comunità, nessuna distinzione tra laici e chierici o corpo pastorale.

Queste chiese esprimono dunque il desiderio di avvicinarsi al cristianesimo delle origini non in maniera ingenua, ma tentando di superare continuamente le cristallizzazioni istituzionali che il cristianesimo subisce nel corso della storia. Per questo i “Fratelli”, se sicuramente sono fuori dall’egida del cattolicesimo romano, trovano anche stretto l’abito del protestantesimo storico (di cui naturalmente condividono i punti di fede centrali – sola Scrittura, sola fede, sola grazia): né cattolici né protestanti potrebbe essere un motto che ben riassume la postura storica e spirituale di queste chiese.