POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | I civici di sinistra accusano il Pd e c’è chi arriva a dire che gli zingarettiani vogliono perdere con Fora candidato per piazzare 4-5 dei loro. Bacchetta pensa al terzo polo e i 104 antizingarettiani sono pronti all’ultima offensiva

di Marco Brunacci

PERUGIA – Agosto di tregua? Neanche per sogno. In Umbria, in vista delle elezioni in Regione, è scoppiato il centrosinistress.

Da quando si sa che si vota a fine ottobre, come la soluzione ipotizzata prima dell’inizio ufficiale della crisi da Cityjournal, Ë tutto un fiorire di teorie, di candidati, di mareggiate che si abbattono ora su questa, ora su quella decisione (?) del Pd. Sintetizziamo per i patiti del romanzo politico anche sotto l’ombrellone. Il Pd è dentro una guerra di potere mica male. Zingaretti – raccontano i suoi antipatizzanti – ha trovato il modo di riprendersi il partito umbro e ci prova in ogni modo. Non ha un candidato per la Regione ma vuol votare prima che cominci – suggeriscono altri – il processo immediato per i fatti di aprile. E così si va alle urne in tempi che neanche Mennea (e Agostini) quando era giovane.

Le liste civiche che partono da sinistra sono furenti. Avevano iniziato – come si dice in questi casi in politicamente corretto – un percorso. Saranno costretti a decidere che non hanno ancora mosso i primi passi. E allora il loro intento è quello di smascherare il Pd. Dicono i civici che partono da sinistra: il Pd in realtà vuol chiudere la faccenda regionali, dandola per persa, senza combattere, con l’unico intento di piazzare 4-5 consiglieri delle correnti Pd giuste. Del resto chisseneimporta. Ormai anche solo nominare il Pd fa peggio di una colite ulcerosa. E così picchiano e strapicchiano: ditelo alla gente che vogliono perdere, buttare alle ortiche la sinistra per i loro errori.

E aggiungono: il commissario Verini, forte della sua supporter Marina Sereni (con contorno della Cardinali), non ha neanche il coraggio di candidarsi direttamente e finirà sul presidente di Confcooperative Fora, per fare un accordo simile a quello che ha fatto Romizi a Perugia ma partendo da destra (la Cicchi, assessore romiziana, viene dall’identico mondo delle coop bianche di Fora). Il centrosinistress è servito, non fosse che ormai il sindaco di Città di Castello e presidente della Provincia di Perugia, Bacchetta, è intenzionato a verificare la consistenza del suo elettorato e dell’area socialista moderata ma ancorata a sinistra.

Il centrosinistress finirà col partorire tre candidati diversi e magari pure un quarto di sinistra ancora più radicale? Ormai è solo una questione di tempi. Va tenuto presente che ci sono anche i moderati del Pd, antizingarettiani,
la maggioranza dei famosi 104 critici con Zingaretti, che da Fora non si sentono rappresentati per completare il contesto caos. Il centrodestra, che aspetta tra domani e dopodomani che la Tesei sciolga la riserva come candidata governatrice, potrebbe già festeggiare. E però – ogni lettore rifletta – il voto in questo periodo è volatile come non mai. Basta guardare i risultati umbri delle ultime Europee e delle Comunali. Dopo di che va preso atto del parere di illustri osservatori i quali ritengono con qualche tesi rilevante a sostegno che a sinistra, in Umbria, al momento hanno pi˘ bisogno di un bravo neuropsichiatra che di un segretario politico.