POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Elezioni regionali, l’organismo che guida il partito in Umbria chiamato a intraprendere il percorso verso il 20 ottobre. L’opposizione? Di testimonianza. Resta il dubbio: Bacchetta e i civici di sinistra andranno da soli?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Walter Verini stavolta è stato chiaro. Un grande passato da cronista lo ha aiutato.

Senza nominarlo, con qualche ricciolo appena di politicamente corretto, con quel briciolo di buona creanza istituzionale che a Verini mai potrà essere non riconosciuta, il commissario del Pd regionale umbro ha detto due cose: dobbiamo candidare il presidente di Confcooperative Fora prima possibile e dobbiamo farlo all’unanimità. Vi concedo al massimo una larga maggioranza. Dopo il commissariamento dell’Assemblea regionale, per altro, nel Pd umbro non c’è più molto da discutere. Il progetto della segreteria nazionale di Zingaretti per l’Umbria è lineare. Marina Sereni era alla riunione di un organismo non chiaro né per la sua genesi né per le finalità, ma che comunque deciderà il candidato presidente della Regione per il centrosinistra (o comunque per il Pd e per chi ci sta), per notificare a tutti che la strada è segnata. Una sorta di normalizzazione sorridente è passata come idea guida. Sul resto non c’è molto da discutere.

Quindi l’intervento critico, ma neanche troppo, di Franco Ciliberti, resterà una testimonianza di una opposizione che non può fare altro che presenza. Mario Tosti ha tirato più in alto ma col medesimo risultato. Quindi, il percorso è questo: si voterà per la Regione ragionevolmente il 20 ottobre perché così vuole il Pd, il candidato presidente promosso dal Pd sarà Fora, si tratta di vedere se Bacchetta e i socialisti andranno per i fatti loro così come i civici di sinistra. Chi non ci sta avrà problemi nella lista. O comunque la lista farà da compensazione.

Ricorda con sense of humour un big del passato che la bontà della scelta del candidato è garantita almeno dalla saggezza popolare. Dice il vecchio adagio: “Con la Candelora dall’inverno semo Fora”. È di buon auspicio, no?