VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | Un po’ commedia, un po’ commovente, fondamentalmente demenziale. Ma l’esperimento è riuscito

PERUGIA – Hobbs & Shaw, lo spin-off della serie Fast&Furious diretto da David Leitch, è un interessante esperimento… e mediamente riuscito.

L’episodio, dal titolo completo Fast & Furious Presents: Hobbs & Shaw, esce a distanza di due anni dall’ultimo film della saga, e si può definire una sorta di stand alone – anche se qui sono in due – degli eterni rivali Luke Hobbs (Dwayne Johnson alias The Rock) e Deckard Shaw (Jason Statham). I due, continui a battibecchi come degli adolescenti viziati, vengono forzatamente messi insieme per sconfiggere una minaccia che, in questo caso, è impersonata da Brixton Lore (qui Idris Elba), un uomo geneticamente modificato con intenzioni tutt’altro che nobili.

Potendosi evidentemente riassumere in quattro righe la trama, salta all’occhio quanto questa risulti estremamente semplice ed accessibile, ed è per tale ragione che questo film vale la pena non tanto per il soggetto (di Chris Morgan), ma per l’estro con cui questo, mediante fotografia (Jonathan Sela), montaggio (Christopher Rouse) ed effetti speciali (J. D. Schwalm e Alistair Williams), viene notevolmente potenziato. Il film risulta avere infatti, nel suo essere, un ritmo veloce, per dirla in un linguaggio familiare, too fast… e assolutamente too furious! specie per le scene di lotta in cui probabilmente, in termini di feriti, non si è badato a spese.

La pellicola è fondamentalmente demenziale, ma nel senso più innocuo del termine. Si è comunque trovato un giusto equilibrio tra commedia e situazioni (quasi) commoventi, ma di certo il lato comico domina durante tutto il film, lato al quale si aggiungono il cameo di un Ryan Reynolds e Kevin Hart, in forma smagliante. Le continue provocazioni tra Hobbs e Deck (per Deckard) sono un godimento per chi guarda; si rimane in attesa di quei momenti alla stregua di chi attende la campanella della ricreazione. Fa tornare un po’ tutti adolescenti vedere due adulti punzecchiarsi in questo modo, specie trattandosi di due omaccioni grandi e grossi nelle cui mani è il destino del mondo.

E a questo proposito, il film acquisisce una nota di irrealtà nel momento in cui i due pezzi da novanta scelti per la missione, vengono praticamente paragonati a dei supereroi, salvo un minuscolo dettaglio: non sono dotati di super poteri. La cosa avrebbe potuto avere anche un senso logico nell’ottica della battaglia, ma comunque non rimane coerente con l’obiettivo ultimo della stessa. Per intenderci: Brixton Lore – il quale ad un certo punto per altro si autoproclama “Superman nero” – si batte per una causa in sé molto Darwinista: far prevalere il più forte eliminando il più debole per dimostrare che creature geneticamente modificate siano migliori dei normali esseri umani.

Hobbs e Shaw sono assoldati per dimostrare esattamente il contrario, cioè che la tecnologia non ha potenziale illimitato e che insieme si è più forti di qualsiasi macchina, e in effetti le aspettative sono soddisfatte fino ad un certo punto, fino a che non tanto Deck quanto Hobbs, diventa una specie di Maciste, ma più evoluto. Il lato positivo di questa scelta è il fatto che, avendo mandato in prima linea a combattere due uomini normali, questo avvicina molto chi guarda, facendolo sentire illusoriamente un potenziale salvatore del mondo. All’opposto, è difficile credere che due uomini così “normali” siano dotati di tali capacità.

Ma questo è il bello della diretta… uhm no, del cinema! il bello di poter sognare ad occhi aperti. (Ad ogni modo, questo è sicuramente spunto di riflessione sul ruolo che la tecnologia ha oggi nel mondo, e all’uso che se ne fa). Assolutamente avvincente e adrenalinica è invece la battaglia finale, strutturata come quelle battaglie un po’ datate, like Agamennone contro Triopa nella battaglia che apre il film Troy (2004).
Con armi ovviamente diverse (o quasi?), i due schieramenti sono l’uno di fronte all’altro e pronti allo scontro… anche il tempo di suspense è soddisfatto.

E benissimo anche per la continuità che si cerca di dare al presupposto che sta alla base dello spin-off: il fast ed il furious. La pellicola è molto concentrata sui due aitanti Hobbs e Shaw, ma si è riusciti comunque a mantenere quella linea che ha sempre legato tutti gli episodi della saga. E quindi restano i famosi primi piani freno-frizione, grazie ai quali capisci che sta per succedere qualcosa di epico!

Hobbs & Shaw sono al cinema: fast, furious… and hilarious.

Il trailer: