Il cardinale Orsini contro Cesare Borgia

MAGIONE (Perugia) Si è conclusa con un sold out e un grande successo di pubblico l’edizione 2019 della Congiura al Castello, lo spettacolo itinerante e immersivo, ambientato nel suggestivo Castello dei Cavalieri di Malta, dove hanno preso vita fatti realmente accaduti nel 1502, così come narrati nell’opera Il Principe di Machiavelli: la congiura ordita dal cardinale Orsini contro lo strapotere di Cesare Borgia, che nel frattempo aveva conquistato l’egemonia su tutti i territori ecclesiastici del centro Italia.

Ed è proprio tra le stanze del castello di Magione che si tenne la riunione segreta per tramare alle spalle del Borgia. Un piano sanguinario sfavorevole, però, agli stessi congiurati: l’attentato fallì e le ripercussioni furono fatali. Gli spettatori, guidati da una voce narrante, sono stati accompagnati all’interno del castello per rivivere gli intrighi e la bramosia, le passioni e la vendetta, sentimenti magistralmente interpretati dagli attori della Compagnia teatrale magionese, per la regia di Giampiero Fronduti.
Tra fiction e rappresentazione storica, il pubblico ha avuto la possibilità di entrare dentro le scene, farsi sfiorare dalle guardie, assistere al banchetto con il cardinale Orsini e alle trame degli altri signori delle città del centro, così come vivere la passione che può arrivare a distruggere un uomo, sentendosi parte integrante dello spettacolo, senza nette separazioni fra attori e spettatori.

Ma la forza dello spettacolo è stata anche nell’esperienza culinaria proposta dal professor Paolo Braconi e dallo chef Marino Marini di Archeofood, l’associazione che coniuga archeologia e gastronomia storica e che ha proposto un ricco e gustoso banchetto in stile rinascimentale. A far da padrone sulle tavole dei commensali è stato un menu ispirato al banchetto di oltre cento portate offerto da Malatesta Baglioni – figlio del sopravvissuto congiurato Giampaolo – ai suoi ospiti nella città di Crema, arricchito da pesce d’acqua dolce. Per omaggiare i prodotti tipici del nostro territorio, l’archeochef ha quindi prediletto il pesce del Trasimeno. I piatti a base di pesce sono stati reinterpretati seguendo le ricette proprie dell’alta cucina dell’epoca e privilegiando le preparazioni in cui era previsto il mosto cotto, come dolcificante o base per mostarde. Altra novità di questa edizione è stato il piatto che nel ricettario di Scappi viene identificato come succussù, cioè il couscous, la pasta di semola di origine araba che nel 1500 aveva cominciato a diffondersi anche in Europa.

La manifestazione, sotto l’egida della Regione Umbria, del Comune di Perugia, del Comune di Magione e del Comune di Fermo, è stata organizzata dal Cral Domenico Cancelloni, che ha avuto il merito di riportare in scena la Congiura (dopo alcuni anni di stop) arricchendola di una vera e propria food experience, grazie alla partecipazione di Archeofood. Nella sala del castello dove gli ospiti hanno potuto godere dei sapori e dei saperi del Rinascimento, è stata allestita una doppia mostra a firma di Giorgio Lupattelli, artista magionese e direttore artistico della Congiura: una curata esposizione di opere di pittura digitale ispirate alla manifestazione e un omaggio a Leonardo Da Vinci a 500 anni dalla morte, attraverso un excursus che, partendo dal 1500, arriva fino allo sbarco sulla Luna, in occasione dei 50 anni dall’allunaggio.