POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Perugia, insediamento del consiglio comunale col sindaco del 60% che fa l’elogio della concordia. E pure Cagnoli bacchetta la minoranza: «Bene ha fatto il sindaco a stare tra la gente e non qui a palazzo dei Priori, continui»

di Marco Brunacci

PERUGIA – C’è un sindaco a Perugia, Andrea Romizi, che ha vinto con il 60%, arrivando di fatto primo anche con la sua lista che annuncia: «Intendiamo ricreare concordia», quindi chiarisce: «Non diventeremo mai tronfi».

Non solo: si scusa per errori e limiti della prima esperienza di governo e chiede che il confronto per i prossimi cinque anni si «qualifichi per le idee e per la visione» non per schieramenti e il partito preso. Ringrazia, un po’ perfino esagerando, i suoi competitor (Giubilei e Tizi). «La concordia – aggiunge principesco, facendo il suo discorso di insediamento in consiglio comunale con qualche nota di emozione – permette a una città di essere più solida e quindi anche più competitiva». Conclude facendo un appello alle persone di «buona volontà» perché diano «buona prova – io per primo – di avere come unico desiderio e impegno quello di lavorare per la città».

Se qualcuno cercava il senso profondo del romizismo, eccolo sintetizzato: mettere all’angolo, ai limiti del fuorigioco, l’opposizione, costringendola a muoversi in una palude di parole al miele, nel mentre dà soprattutto un segnale ai nuovi compagni di viaggio, i leghisti, ai quali ricorda che questa non è e non sarà la giunta degli effetti speciali e delle spacconate.
Quando si diceva che stava nascendo a Perugia un esempio di anti-salvinismo militante ma soprattutto vincente, con solida base sociale, non si esagerava. Il Comune diventa a questo punto un laboratorio politico da tener presente e l’ascesa nazionale del suo leader, principe del Romizishire, deve essere considerata lanciata con successo. Nella politica ad alta volatilità di questi mesi tutto può cambiare nel breve volgere di qualche settimana, ma questi sono i dati hic et nunc.

Il colpo di grazia all’opposizione lo dà Cagnoli (giovane talento di grandi speranze di Forza Italia), che bacchetta la capogruppo del Pd, Bistocchi. Motivo? La Bistocchi incentra le sue critiche sulle continue assenze dal consiglio comunale del sindaco e chiede rispetto per l’assemblea e l’opposizione. Cagnoli di rimando: «Il consiglio è autonomo e può lavorare, con o senza sindaco, per cui sindaco resti tra la gente che amministra ad ascoltare i problemi come ha sempre fatto durante il primo mandato. Continui così sindaco». Applausi.

Giubilei invece si dice contento che Ikea se ne sia andata e insiste nel ravvisare «un chiaro declino della città in questi ultimi anni». Si immagina che siano gli ultimi 5, solo quelli di Romizi, ma un’indicazione più precisa sarebbe utile per capire bene come si muoverà l’opposizione.
Ultime note sulle votazioni, senza scossoni: presidente del consiglio comunale è stato eletto con i 22 voti regolamentari Nilo Arcudi, ex vicesindaco di Boccali, forte dell’ottimo risultato della sua lista di Perugia civica. 22 voti anche per la vicepresidente vicaria, Roberta Ricci (Lega). Per la minoranza ha ottenuto i 9 voti necessari per diventare vicepresidente la Lucia Maddoli.

Le foto di Giancarlo Belfiore: