POLE POLITIK | La senatrice verso il sì ufficiale alla candidatura cdx a governatrice. Il banchiere, ex sindaco di Torgiano, sfilato a Forza Italia, che punta su Ansideri. La lista FdI gira intorno a Squarta. Già pronta “Umbria civica” di Arcudi

di Marco Brunacci

Elezioni regionali di novembre. Nel centrosinistra sono al momento del “surplace”, quella tecnica usata dai corridori nel ciclismo su pista, i quali si scrutano e si marcano allo stremo, bloccati sulle due ruote, in attesa di lanciare lo sprint. Con una legge non scritta che condanna il primo che parte con lo scatto a finire, 90 su 100, sconfitto. Figurarsi se qualcuno vuol farsi infilzare che sono appena passate le idi di luglio. E allora pronti a sbirciare nel centrodestra.

Intanto: l’unico documento ufficiale finora partorito dai vertici dei partiti cdx umbri, che, a vedere così, stanno affrontando con qualche eccesso di sicurezza la battaglia elettorale, prevede questa decisione: scenderanno nella contesa elettorale liste di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e “Umbria civica”, la lista di Nilo Arcudi, ex vicesindaco socialista di Boccali, che a Perugia si è presa un pacchetto di voti mica male e che dovrebbe, nelle intenzioni, essere la calamita verso l’elettorato meno convinto di trasferirsi armi e bagagli dal centrosinistra al centrodestra.
Detto questo, al netto di un paio di viaggi romani di Squarta (FdI) verso la Meloni, non sembra che ci siano sorprese sulla candidatura a presidente.

Donatella Tesei, che pure ha avanzato riserve personali e pure politiche in più occasioni, è sotto il pressing da parte del gotha leghista. Non può tirarsi indietro. Tocca a lei a correre da governatrice e deve prepararsi. Non c’è una “soluzione B”, come invece qualcuno prospettava, che prevedeva un candidato perugino per realizzare, dopo mezzo secolo, il “Regione change”. Marco Squarta, a meno di colpi di scena, come si diceva, farà il vicepresidente, con una squadra che potrebbe essere perfino definita fin da subito (tanti insistono nel vedere Michele Fioroni tra gli assessori, con aggiunta di un ternano di espressione FI).

Un piccolo fiume di nomi invece comincia a scorrere per le liste del centrodestra, per la prima volta dato per favorito in Umbria. E c’è pure un “caso” stuzzicante da campagna acquisti. La Lega sarebbe in trattativa con l’ex sindaco di Torgiano ed ex dirigente di Bps, Marcello Nasini, considerato finora contiguo a Forza Italia, e il quale potrebbe invece diventare una punta di diamante (anche in chiave di governo regionale) dello schieramento verde, straripante in Umbria. Tenendo presente che sarà comunque Valerio Mancini, consigliere uscente, a fare il leader della lista della Lega, e con lui il braccio destro dell’irriducibile giovane deputato Marchetti, Marco Castellari, e una Letizia Taburchi in quota rosa che va a tutto gas. Le variabili leghiste sono due: gli interventi sulla lista dell’ex commissario – stimato e molto ascoltato – l’attuale sottosegretario Candiani e la guerra a bassa intensità (ma mica tanto) tra Briziarelli e Caparvi, due sfumature del verde umbro che non riescono a fare pendant.

Nel sistema solare di Fratelli d’Italia tutto gira intorno a Squarta. Da lui ci si attendono le decisioni chiave. Una certezza? La Sciurpa. In Forza Italia – secondo una battuta di un alleato perfido – i pretendenti sono più degli elettori. In realtà i nomi sono tanti. Dal Morroni di Gualdo, attuale consigliere, alla Buco, al Marcelli ternano (candidato considerato sicuro), a Verucci. Se la Lega riesce, come sembra, a sfilare a FI Nasini, l’asso nella manica azzurra, sempre più stretta, potrebbe essere un altro ex sindaco, quello di Bastia, Ansideri. Che, tra i diversi meriti, ha anche quello di aver imposto ai leghisti di casa sua una candidata che poi è diventata sindaco, contro di loro e contro la sinistra.