Intanto, dopo dieci anni di stallo, viene finalmente siglato il contratto decentrato. «Benefici per i dipendenti»

PERUGIA – «Con la sigla del Contratto integrativo decentrato, la Provincia di Perugia ha concluso in maniera costruttiva la contrattazione con le organizzazioni sindacali che porterà benefici ai dipendenti dopo dieci anni di stallo». Lo dichiara la Consigliera provinciale Erika Borghesi con delega al Personale. 

«Il risultato, al quale hanno dato un significativo contributo il direttore generale, il dirigente e la struttura dell’ufficio personale che ringrazio – prosegue Borghesi – è frutto di un confronto costante che ha puntato al benessere del lavoratore che passa anche attraverso gratificazioni economiche. Si tratta di una prima ripartenza. Infatti sarà cura del Presidente Luciano Bacchetta di farsi portavoce presso l’Upi dell’esigenza di omologare le Province a quanto già disposto per Regioni e Città Metropolitane alle quali è stato tolto il limite al fondo destinato alla contrattazione decentrata. Così come si porterà avanti la richiesta di procedere allo sblocco delle assunzioni. Una necessità stringente soprattutto per la parte tecnica che, dopo il taglio del personale e i pensionamenti, soffre di una carenza che si ripercuote sui servizi».

L’integrazione, entrata in vigore lo scorso 9 luglio, è conseguenza dello sblocco del Contratto nazionale di lavoro firmato nel maggio dell’anno scorso relativo al personale del comparto funzioni locali e avrà validità nel triennio 2019-2021. Complessivamente l’importo messo a disposizione è di 888mila euro di cui la parte prevalente (circa 600mila euro) è destinata alla performance organizzativa e individuale ovvero al riconoscimento del merito connesso al raggiungimento degli obiettivi gestionali dell’ente. Tale quota di risorse potrà essere erogata nel 2020 solo dopo che gli organi di valutazione avranno accertato il raggiungimento degli obiettivi definiti dall’Amministrazione provinciale.

Le restanti somme sono destinate al riconoscimento di indennità previste dal Contratto nazionale legate al rischio, disagio, servizi esterni ed altre voci analoghe. Sono state inoltre previste progressioni economiche per una quota limitata del personale.