L’artista e la telenovela sfratto: «Posso dormire anche su una panchina»

di Leonardo Corda Milia

SPOLETO – Un artista. Punto. Genio e sregolatezza. In grado di regalare emozioni uniche qualunque strumento suoni ma anche di far diventare la sua storia personale un caso nazionale, con tanto di sfratto, malori e invettive contro gli ufficiali giudiziari in diretta tv.

Questo è Marco Castoldi, in arte Morgan. Uno che divide, come chiunque sia in possesso del genio. Ma che mette d’accordo tutti appena si siede al pianoforte o imbraccia uno strumento a corde. Come nell’ultimo fine settimana a Spoleto dove, oltre al festival Due Mondi in corso di svolgimento, è stata inaugurata la kermesse d’arte contemporanea “Spoleto Arte” a cura di Vittorio Sgarbi e ideata dal manager della cultura Salvo Nugnes. Morgan, tra gli ospiti dell’inaugurazione, ha deliziato la platea con i pezzi immortali di Fabrizio De Andrè e Sergio Endrigo e con una versione particolarmente apprezzata di “Ciao ciao bambina” dimostrando ancora una volta di essere uno dei migliori musicisti e conoscitori della musica italiani di tutti i tempi.

Ma, come detto, inevitabile è tornata la questione sfratto che sta tenendo banco da settimane tra talk show, titoloni di giornale e accuse reciproche con l’ex amore della sua vita, Asia Argento. Morgan si è opposto con forza alla misura richiesta dall’ex moglie e una prima volta gli è andata bene, ma da qualche giorno lo sfratto è esecutivo e ha dovuto abbandonare la casa di Monza. «Che mi sono comprato e ho pagato con i miei soldi» ha più volte ribadito il cantante ex Bluvertigo. Ha scomodato la costituzione, ha parlato di tanti soldi guadagnati e poi «regalati», ha provato a spiegare le difficoltà che lo hanno portato in questa situazione ma la legge è legge. E da Spoleto, Morgan è tornato a dire che «in questo momento la mia casa è sotto assedio ma il problema non è il luogo fisico, perché posso dormire anche su una panchina. Il problema è che è il centro della mia creatività, c’è tutta la mia vita, il mio lavoro, quello che ho fatto negli ultimi trenta anni. Per questo chiedo alla politica di intervenire».

In questa visione della casa, Morgan incassa il sostegno di Sgarbi: «Morgan è un bene culturale e lo proteggo perché la sua è una casa d’artista. Il privilegio dell’arte è l’unica cosa che protegge il popolo».