POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | In Regione candidato Morroni (ma tocca alla Tesei correre per governatrice), però spina dorsale della lista saranno gli amministratori. In lista gli Ansideri ma occhio a Ruggiano, Marcantonini e Mierla

di Marco Brunacci

PERUGIA – Nel bel mezzo del derby per candidato governatore del centrodestra (che ai più sembra segnato, col successo della senatrice Donatella Tesei, della Lega, su Marco Squarta di Fratelli d’Italia), Forza Italia parte in contropiede e il gol non lo segna, ma non doveva neanche segnarlo oggi.

Voleva dare l’impressione di essere una squadra, non una vittima sacrificale delle prossime elezioni. Lo fa graficamente più ancora che usando parole. Mostra Mara Carfagna, che gira l’Italia e ovunque riesce a farsi dire che è bella e brava, mettendo insieme parlamentari e amministratori. Dalla Polidori alla Modena, da Alemanno a Marcantonini, al capogruppo in Regione e unico azzurro, Morroni. ma tutti rigorosamente intorno al Signore dell’Anello del 60%, che si chiama sempre Andrea Romizi e che da solo vale la resistenza senza resa del partito in Umbria e che qualche volta sembra venga portato come il santo patrono in processione ma dimostra che vale sempre la pena.

L’incontro di Forza Italia è stato il festival dell’Orgoglio azzurro made in Umbria. Se a qualcuno è sembrata l’incoronazione di Morroni a candidato presidente è puro effetto ottico.
Naturalmente Forza Italia questo doveva: proporre un candidato governatore. Non ci ha messo neanche la fantasia. Morroni sta in Regione e Morroni è il candidato. Ma le parole della Carfagna, a un certo punto, dovevano essere considerate un manifesto politico per la prossima Fi dell’Umbria: «Noi abbiamo i migliori amministratori che ci sono in circolazione, dovremmo candidare solo i nostri a voler fare un discorso di merito, ma naturalmente siamo dentro una coalizione che rispettiamo e quindi portiamo la nostra proposta al tavolo nazionale».

Nasce qui, per la Forza Italia terremotata, ridotta a percentuali omeopatiche in certi contesti, una sorta di progetto federativo per il rilancio. Che significa? L’idea, che – guardando con attenzione – va considerata innovativa e potrebbe essere perfino vincente, è quella di far nascere intorno al Romizishire, la Perugia del sindaco bravo ragazzo, piccolo principe, generoso e amato cavaliere medioevale, e pronto per un ruolo da guida nazionale, altri piccoli shire da federare insieme, nel nome del governo corretto, non aggressivo, non gridato, non contro ma di proposta, con un blocco sociale non tradizionale e aperto, sempre e comunque di dialogo con la gente che amministra.

E allora: al Romizishire provi ad aggiungere la moderata contea di Todi, del sindaco Ruggiano, o il dialogante duca di Bastia, appena uscito, ma non prima di portare al successo la sua pupilla, anche contro l’arroganza leghista, Ansideri, insieme a quel marchese di Norcia, Alemanno, che mica aveva un avversario facile eppure è rimasto in sella, e la marca di Bettona. E magari anche un pezzetto del marchesato di Umbertide (dove c’è solo una vicesindaco Fi, Mierla, ma viene preferita al sindaco leghista), o tutto il granducato di Orvieto, che così mettiamo in maggioranza pure il tajaneo Nevi, visto che il temuto avversario interno oggi si chiama Toti, e qui è fin troppo facile allearsi contro di lui.

Il progetto “federale” di Forza Italia è la novità di questo frangente di vita politica umbra. E se Romizi azzecca le mosse vincenti della prossima amministrazione riesce pure a proporsi come il Lorenzo dei Medici di un micro Rinascimento umbro (ma se sbaglia, rinvia, ritarda, saranno presto, prestissimo guai suoi).
Il resto è serena routine. Della Tesei in vantaggio come candidata governatrice abbiamo detto. E’ questione nazionale, Squarta non deve prenderla come un fatto personale. C’è chi è convinto, anzi, che già sta organizzando una sua vicepresidenza forte (nel caso di vittoria e nel caso che si voti il 24 novembre e non si scivoli a febbraio, causa pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legge elettorale dell’Umbria, fissato per l’8 novembre).

In questo contesto c’è da segnalare la mossa fatta da Maurizio Ronconi, come commissario dell’Udc per l’Umbria. Ma la sua proposta di collaborazione ai leader del centrodestra umbro, con richiesta di allegare relativa lista, è stata rimandata con furbesca rapidità al tavolo nazionale. Perchè qui si va verso l’idea che le liste del centrodestra saranno tre (Lega, FdI, Fi) più una (quella di Umbria civica, dei socialisti che possono – attraverso il lavoro di traghettatore di Nilo Arcudi – transitare senza traumi a diverso schieramento, nella crisi – al momento – persistente del centrosinistra).

Per la lista per la Regione di Forza Italia la novità non è tanto il nome di Morroni, che sarà comunque il capolista, quanto piuttosto l’insistenza sul ruolo degli amministratori. Il principe Romizi farà molta campagna elettorale ma naturalmente non si presenterà ma forse si sceglierà un delfino da far candidare come si faceva nelle corti di un tempo che si rispettino, ma gli altri duca e conti potrebbero correre direttamente alle elezioni regionali per riportare Forza Italia sopra il pelo dell’acqua e non farla annegare nella tempesta degli slogan scatenata dai leader populisti e sovranisti nel centrodestra italiano. Quindi magari si vedranno candidature Ruggiano, Ansideri, Marcantonini, Mierla (più difficile Alemanno, che ha tanto da fare a casa sua) come spina dorsale del nuovo schieramento, quello della ripartenza.

Non sfugge a nessuno che per il partito che ha Catia Polidori come responsabile regionale, l’impresa è proprio complicata. Ma se il romizismo regge e anzi si rafforza, hai visto mai. Tenendo presente che il sindaco-cavaliere candidato a diventare Lorenzo dei Medici o giù di là, a novembre potrebbe avere una sua consacrazione nazionale, come leader azzurro a livello italiano. Tra le speranze e le concrete possibilità il fossato resta vasto? Ovviamente sì, ma non è che a sovranisti e populisti vada sempre tutto bene. Oggi come basta poco a far cambiare il vento. Renzi resta lì a dimostrarlo per tutti, a destra come a sinistra.