A occuparsi dei lavori un gruppo di ragazzi seguiti dal Centro Salute Mentale

CORCIANO (Perugia) – «Sono entusiasta di questo progetto, di cui mi sono innamorato fin da subito. Il suo valore sociale, unito al bisogno di decoro di un percorso ciclo pedonale meraviglioso, lo rende una assoluta eccellenza nazionale».

Così il sindaco Cristian Betti si esprime a proposito di quanto sta accadendo attorno al collegamento ciclabile Trasimeno-Tevere, sul quale l’amministrazione aveva creduto da subito, soprattutto per le ricadute positive derivanti. Sì, perché una volta portato a compimento il percorso da compiere a piedi o in bici tra l’anello del Trasimeno e l’area del Tevere in prossimità di Perugia, costituente una delle azioni ritenute prioritarie dalla Regione Umbria nell’ambito del quadro legislativo e del programma di investimenti riguardanti la valorizzazione turistica generale, si è aperto un grosso punto interrogativo sugli interventi di manutenzione ordinaria. «Anche da fruitore dell’opera – sottolinea Danilo Bellavita, segretario regionale di Cittadinanzattiva – mi sono trovato a concordare con la preoccupazione dell’AFOR, l’agenzia forestale che tanta parte ha avuto nella realizzazione dell’infrastruttura, tant’è che è stato avviato un progetto assolutamente innovativo. Al momento Corciano è capofila, però mi auguro possa presto intervenire anche Magione, dei contatti informali, in verità, erano già stati avviati prima delle amministrative e altri comuni del lago».

L’eccellenza di cui parlava il sindaco Betti è che ad occuparsi dei lavori sono i ragazzi seguiti dal Centro Salute Mentale della Usl di Magione e Castiglione del Lago con i quali Cittadinanzattiva ha in atto da tempo vari progetti. «Da qualche giorno – spiega Bellavita – stiamo operando con 6 ragazzi, ovviamente ruotano e non sono sempre gli stessi, che stanno attuando un intervento da impresa di manutenzione del verde. Il gruppo ha un’età che va dai 27 ai 40 anni e fa capo ai Centri della Usl. Sono tutti entusiasti e carichi di buona volontà – aggiunge – per loro è importantissimo andare oltre le proposte che li vedono impegnati all’interno del Centro, mettersi alla prova con un ambiente più grande e, soprattutto, ‘reale’ diventa una sfida . Teniamo anche conto – conclude – che tutti i ragazzi vivono nell’hinterland perugino, sanno riconoscere ed apprezzare la campagna e questo sicuramente aiuta». Da quanto evidenzia il segretario di Cittadinanzattiva una volta terminati i lavori, non potranno certo dirsi conclusi; la natura segue il suo corso e, volendo, da fare ce ne sarà sempre. L’auspicio, pertanto, è che la ‘squadra’ di volontari con continuità possa essere vista lungo il collegamento.