POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La nuova governance ne elegge 8 su 8, mentre il candidato moriconiano Porcello rischia tutto nell’ex feudo. Intanto arriva il professor Di Cara come direttore a Pediatria

di Marco Brunacci

PERUGIA – Come definirla? Una rivoluzione climatica? Di sicuro all’Università di Perugia si sciolgono i ghiacciai, si modificano le stagioni, cambia radicalmente l’aria che si respira.

Così, dopo il vecchio Senato accademico che blocca a sorpresa l’iter di una conferma di un alto esponente della nomenclatura tecnico-amministrativa (decisione ratificata a gran velocità da atto formale della direttrice generale Bonaceto, la quale comunque difficilmente resisterà allo spoils system annunciato dalla nuova governance), ecco che le elezioni per il nuovo Senato permettono all’asse Oliviero-Elisei (senza che ce ne fosse neanche la necessità nei numeri) di fare l’en plein: 8 proposti, 8 eletti. Tombola. (I nomi: professori di prima fascia: Rende e Baldinetti; professori di seconda fascia: Filippucci e La Rovere; ricercatori: Farinelli e Billi. Tecnici amministrativi: Ceccarelli e Santoni).

Ma il colmo, il segnale del ghiaccio che si è proprio sciolto, con gli iceberg che vanno alla deriva nel mare e senza rotta, è quello che arriva dal rinnovo del leader del Dipartimento di Veterinaria, finora contea del rettore uscente (in carica fino a fine ottobre) Moriconi. Il candidato moriconiano Porcello non ha avuto i voti sufficienti per essere eletto al primo turno. Ci vorrà un secondo giro per battere il suo sfidante Rueca, e il risultato non è affatto scontato. Raccontano – ma vai a sapere se non è una vulgata di parte – che il voto in più ottenuto da Porcello (è finita 34 a 33) sia quello del professor Moriconi in persona, richiamato a votare d’urgenza. Considerando che in condizioni normali questa era una sfida del tipo Real Madrid contro Selezione di scapoli-ammogliati, si capisce lo stupore.
Non solo: ma la partita di ritorno è tutt’altro che decisa. Lo sfidante Rueca punta sul rientro dalle vacanze di una piccola compagine di suoi miliziani, Porcello teme di finire in salsicce e si organizza. Si lavora al momento nell’ombra, tanto più che al sole fa 40 gradi. I rispettivi secret service incrociano missioni e contatti. Per la prima volta il finale è meglio di Csi, che si sa sempre come va a finire.

Sono molto attesi anche i rinnovi degli altri due Dipartimenti dell’area medica (che si sa essere determinante per gli equilibri dell’Ateneo). Sul primo Dipartimento la riconferma di Bacci veniva data per scontato fino a qualche giorno fa. Adesso c’è chi si sta guardando in giro. Il rinnovamento ha bisogno di solide maggioranze e di massimo impegno. Bacci resta favorito, ma serve ulteriore slancio riformista. Per la sostituzione dell’amletico Riccardi invece ci sono diverse alternative. È un Dipartimento cruciale, ma anche pieno di risorse. È il momento delle valutazioni.

E visto che ci siamo, proprio a questo proposito, sarà “valutazione” il termine nuovo del nuovissimo corso: il termine è stato introdotto come dirimente dalla legge 240, sarà necessario d’ora in avanti che i numeri (dopo “valutazione”) dei protagonisti dell’Ateneo sia del livello giusto.
La nuova governance spande a quattro mani le sementi della pacificazione. Uno perché così è più facile governare, due perché non si può oggettivamente andare avanti ad agguati, ripicche e vendette medioevali. L’impegno di tutti è quello di essere all’altezza (con “valutazione” appropriata) di uno Studiam pronto al salto di qualità. Quel salto che è auspicato in ogni dove, ma che, ora come ora, è semplicemente indispensabile per la sopravvivenza.

Non sfugge a nessuno che le promesse della nuova governance sono tante, l’attesa per la svolta è elevata. Non è neanche sul tavolo la possibilità di fallire. Quindi via a lavorare sui dossier. Subito e con la massima dedizione.
Ps. con delibera 2 luglio numero 264 è stato affidato l’incarico temporaneo di sostituto come direttore della struttura complessa di Pediatria al professor Giuseppe Di Cara. Buon lavoro.