L’annuncio congiunto di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal

PERUGIA – I lavoratori di Busitalia Umbria sono in stato di agitazione e daranno vita ad un sit-in sotto la sede dell’assessorato regionale ai trasporti, in piazza Partigiani a Perugia, giovedì 20 giugno in occasione dell’incontro tra gli Enti coinvolti nella gestione del trasporto pubblico locale nella regione.

La decisione, annunciata dai sindacati di categoria, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal, nel corso di una conferenza stampa lunedì 17 giugno a Perugia, è maturata dopo la comunicazione da parte della società Busitalia delle pesanti criticità derivanti dalla delibera numero 632 della Giunta Regionale dell’Umbria, in relazione alla riduzione immediata dei servizi di trasporto pubblico locale (tpl) su gomma, che interessa tutte le aziende regionali del settore. Presenti Marco Bizzarri, segretario generale di Filt-Cgil Umbria, Gianluca Giorgi segretario generale di Fit-Cisl, Stefano Cecchetti, segretario generale Uiltrasporti Umbria, e Paolo Bonino di Faisa-Cisal Umbria. «A fronte della mancata copertura finanziaria, già dal 2012, da parte del Fondo nazionale dei trasporti – hanno spiegato i sindacati –, la Regione Umbria ha sempre scelto di intervenire con risorse di bilancio aggiuntive di anno in anno, anziché inserirle strutturalmente nel bilancio regionale come attuato in altre regioni. Ma per l’anno in corso le risorse aggiuntive, garantite negli anni passati, non sono state reperite. In aggiunta a questa situazione, gravano dei crediti già vantati dalle aziende dei trasporti per gli anni 2016 2017 e 2018, pari a 21 milioni di euro, che creano alle stesse aziende del settore ulteriori difficoltà finanziarie, mettendone, in alcuni casi, a rischio anche la sopravvivenza stessa».

«Al di là di Busitalia che è grande come realtà – ha dichiarato Cecchetti – ci sono piccole aziende di trasporto che rischiano il collasso, dovendo riscuotere molti crediti. Noi chiediamo che ciascun ente si faccia fronte per ciò che gli compete. Se la Regione Umbria avesse predisposto per tempo risorse in via strutturale oggi non ci troveremmo in questa situazione. La preoccupazione è doppia: per i cittadini, che in alcune zone rischiano di rimanere isolati per via dei tagli alle corse, di circa il 10%, e per l’occupazione, perché si parla della soppressione di circa 190 turni di lavoro, con tutte le conseguenze per l’indotto, in un Umbria già disastrata da questo punto di vista». «Una mano – ha aggiunto Cecchetti – potrebbe arrivare dalla nascita dell’Agenzia unica per il trasporto pubblico, di cui si discute da tempo. Se fosse già stata adottata avrebbe portato un bel risparmio dell’iva per esempio. Pare dovrebbe entrare in gioco dal primo agosto, e ciò permetterebbe un risparmio di circa 2-3 milioni di euro nelle casse della Regione. Non si capisce perché si sia fatto prima».

Questi tagli, secondo i sindacati, vanno «in controtendenza rispetto alle strategie politiche di potenziamento dei servizi pubblici di trasporto e di sostenibilità ambientale, oltre che rappresentare un arretramento pesante sul fronte del diritto alla mobilità dei cittadini dell’Umbria, garantito dalla Costituzione”. Per questi motivi i sindacati “esortano tutti gli enti locali e regionali a dare immediata soluzione, facendo fronte con le risorse necessarie per scongiurare i tagli programmati e le relative ricadute». «La grave situazione – concludono i sindacati – non può esimerci dal proclamare lo stato di agitazione immediato, con riserva di adottare tutte le misure atte a tutela dei cittadini e dell’occupazione in ambito alle aziende di trasporto pubblico locale su gomma. Da subito partirà una campagna di assemblee con i lavoratori del tpl umbro. Restiamo in attesa di una convocazione urgente da parte della Regione».