POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La macchina burocratica sarà profondamente rinnovata. Presto al lavoro un delegato del neorettore. Spazi dentro l’Ateneo: dagli ex docenti ai giovani ricercatori. E già spira il vento nuovo nella battaglia per i Dipartimenti

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’espressione giusta è: spoils system. Stavolta l’inglese è indispensabile perché il cambio delle linee non è una abitudine italiana, visto che ad ogni governo nuovo si assiste piuttosto alla corsa al cambiar casacca e al salire su carri, carretti, monopattini dei vincitori. Stavolta però all’Università di Perugia il ricambio ci sarà, forte, profondo, fino ai gangli più delicati dell’apparato.

Si comincia, come avete capito, dal personale, dalla macchina burocratica-amministrativa. La nuova governance, con Maurizio Oliviero rettore, dopo l’intesa al titanio con Fausto Elisei, non intende mancare alla sua promessa. L’amministrazione deve diventare primo strumento del rinnovamento. Non si discute tanto il valore personale, quanto piuttosto le obiettive capacità di essere motore di un progetto. Il segnale per il personale sarà fortissimo in questa interminabile transizione tra Moriconi e Oliviero (si concretizzerà alla fine di ottobre). Oliviero – raccontano i pochi, pochissimi che riescono ad avere qualche indiscrezione – è intenzionato a far partire da subito una verifica che si concluderà con modifiche radicali.

Potrebbe essere indicato anche un docente ad hoc, delegato dal neorettore, per capire fin dove e fin come si può agire. Se il ritmo della burocrazia resta quello di prima, se gli obiettivi sono incerti e comunque fumosi, se l’azione quotidiana si muove stanca e senza prospettiva, è inutile partire per un viaggio che dovrebbe concludersi con la trasformazione profonda dell’Ateneo. Un Ateneo che Oliviero con Elisei hanno garantito di far diventare un ponte verso il mondo, avido di esperienze internazionali, non più chiuso e provinciale, rispettoso delle caratteristiche dei suoi docenti, ma capace di attrarne di nuovi, da ogni dove, senza nessun vincolo di anacronistica “peruginità”.

In pratica significa che i concorsi d’ora in avanti saranno sempre più, oltre che doverosamente trasparenti, anche “aperti” a tutti quelli che vogliono venire (e che sono – ovvio – abbastanza bravi da esser capaci di vincerli). Cos’altro ci si deve attendere di qui a poco nella nuova Unipg? Beh, l’altro annuncio che ti tocca ascoltare se si vuol parlare con Oliviero è il vangelo del “largo ai giovani”, la buona notizia dei “giovani prima di tutto”. E qui, per stargli dietro, un po’ di fede bisogna averla, dopo le esperienze così così delle rottamazioni renziane e delle primavere obamiane. Ma l’intento – assicurano gli esegeti dell’Oliviero pensiero – è il migliore: spazio a chi ha qualità e talento e, nel contempo, più motivazioni, più stimoli, maggiore slancio, coraggio, ambizioni e forza. I giovani, per l’appunto. Avere una carta d’identità recente non è garanzia di intelligenza brillante, di atteggiamento propositivo e di visione del futuro. Però, via, incide. Se non altro, i giovani sono più glamour.

E allora, tanto per cominciare su questa strada, capiterà che ai professori emeriti verrà ricordato – c’è da giurarlo – che l’emerito non è un seggio dal quale continuare a far manovre, mentre magari a qualche eccellente prossimo ottuagenario, con dolore, si annuncerà che gli spazi all’interno dell’Università purtroppo sono esigui e servono di più al lavoro dei giovani ricercatori che al loro. Per il resto Oliviero continuerà ad essere la vivente controfigura di Fratello Sole e Sorella Luna, anche se non è detto che estenderà i rapporti improntati al “pace e bene” anche ai cugini. Per fare un esempio: c’è da scommettere che nelle battaglie già in corso per la guida dei Dipartimenti la nuova linea avrà già modo di farsi sentire.Obiezione: fino a fine di ottobre si gioca con i giocattoli, le regole, i Senati accademici, i consigli di amministrazione attualmente in vigore, quindi non è aria di sconvolgimenti. Sì, può darsi: ma attenzione, l’attesa per una governance davvero innovativa l’Ateneo di Perugia è alta, e il vento del rinnovamento ha iniziato a spirare. Sarà presto solo una brezza? Magari sì, magari no, ma le premesse per una stagione diversa ci stanno eccome.

Obiezione: fino a fine di ottobre si gioca con i giocattoli, le regole, i Senati accademici, i consigli di amministrazione attualmente in vigore, quindi non è aria di sconvolgimenti. Sì, può darsi: ma attenzione, l’attesa per una governance davvero innovativa l’Ateneo di Perugia è alta, e il vento del rinnovamento ha iniziato a spirare. Sarà presto solo una brezza? Magari sì, magari no, ma le premesse per una stagione diversa ci stanno eccome.