I progetti della Fondazione La Città del sole in Borgo XX Giugno: domenica l’inaugurazione

PERUGIA – «Pazienti psichiatrici che studiano da cuochi, la nascita di un piccolo orto, una radio della salute mentale che muove i primi passi, un cineforum settimanale, laboratori vari, incontri mensili dell’Associazione banca del tempo di Perugia».

Ecco, nelle parole dei promotori, cosa accade già quotidianamente nella struttura psichiatrica gestita dalla Fondazione La Città del Sole – Onlus, attiva dallo scorso 5 febbraio, che domenica 23 giugno apre ufficialmente le porte alla città e ai perugini. Nato dopo oltre 16 anni di lavoro in convenzione “sperimentale”, FuoriPorta, centro accreditato dalla Regione Umbria, andrà ad allargare l’offerta della Fondazione in appoggio al progetto storico, Prisma.

Con Prisma la Fondazione realizza sin dal 1998 progetti personalizzati di vita h24 per pazienti psichiatrici gravi e medio-gravi, prevedendo che ciascun utente psichiatrico viva in una casa propria assieme a persone portatrici di un bisogno abitativo, alle quali la Fondazione riconosce la gratuità dell’alloggio e delle spese condominiali in cambio della convivenza con l’utente. Dei circa 70 coinquilini che si sono avvicendati in questi anni all’interno delle case della Fondazione, la maggior parte sono studenti universitari in cerca di un’esperienza formativa importante e al contempo di un alloggio gratuito. Non a caso l’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario (A.Di.S.U.) dell’Umbria, con Convenzione stipulata nel maggio 2016 e in fase di rinnovo, ha riconosciuto il ruolo complementare e in alcuni casi sussidiario di Prisma rispetto al proprio intervento. Un perfetto esempio di ottimizzazione delle risorse, poiché con un’unica spesa si dà risposta a due tipi di bisogno sociale.

Dallo scorso 5 febbraio i pazienti in carico alla Fondazione hanno quindi una nuova e importante struttura per attività di formazione/lavoro e di tempo libero, il Centro diurno psichiatrico FuoriPorta. E non finisce qui. A settembre, infatti, grazie alla collaborazione con l’Associazione RealMente, nelle stesse stanze nascerà Numero Zero. «Numero Zero – spiegano ancora – si presenta sin da subito non solo come un progetto, ma come un contenitore polifunzionale che vuole divenire indispensabile per la vita culturale e relazionale della città. Nascerà come circolo socio-culturale con annessa attività di somministrazione/ristorazione, circolo che sarà aperto 6 sere a settimana + pranzo della domenica. Sarà un circolo vero, per quanto organizzato come una vera e propria attività commerciale. A tutti coloro che vogliono accedere e fruire delle attività socio-culturali e/o del ristorante verrà chiesto di tesserarsi, e l’attività di somministrazione sarà complementare e di sostegno a quella socio-culturale, con diversi eventi settimanali. Tra gli altri, il valore aggiunto di Numero Zero sarà sul versante del personale: spesso, infatti, sarà una persona con disagio mentale ad accogliere gli avventori, a servirli a tavola, a cucinare per loro. Il progetto prevede infatti che, a regime, il 50% della forza lavoro del Circolo dovrà essere costituito da persone in carico ai Servizi psichiatrici territoriali, dapprima attraverso l’attivazione di tirocini e borse-lavoro, fino al momento in cui i proventi dell’attività non consentiranno di riconoscere loro contratti di lavoro».

Inaugurazione aperta a tutti domenica 23 giugno, dalle 12, in via Bonfigli 4/6, in Borgo XX Giugno.