POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Nuovo rettore (si vota l’8 maggio e poi il 16 con ballottaggio il 23): giro di orizzonte tra docenti, ex docenti e studenti per concludere che non molto è cambiato se non per Tei

di Marco Brunacci

PERUGIA – Università di Perugia, ultimo giro di orizzonte per i pronostici sulla corsa a rettore tra docenti, ex docenti osservatori privilegiati, studenti con diritto di voto.

Conclusione: al fondo non è cambiato molto rispetto a un mese fa, se non su un punto. Sono sempre più i protagonisti di queste elezioni che sono consapevoli che nella tornata elettorale dell’8 maggio (secondo turno il 16, poi il 23 ballottaggio decisivo) non si gioca per conquistare un potere, ma solo per scegliere un progetto affidabile per il futuro, Con il rischio concreto e incombente che l’Università di Perugia finisca nel limbo dell’irrilevanza, fino a terminare inghiottita dal gorgo del declino. Con la prospettiva di sparire dopo 700 anni e passa di storia.
Allora: dal giro di orizzonte risultano sempre in testa, con margine consistente, i due progetti guida intorno ai quali si è dipanata la campagna elettorale: quello di Maurizio Oliviero, sconfitto per una manciata di voti nell’ultima tornata elettorale, e quello di Fausto Elisei. Un umanista e un uomo di scienze.

La novità invece sta nel campo di quelli che inseguono i due favoriti e che vengono considerati – come dire – i “continuisti” rispetto all’attuale gestione dell’Ateneo. La moriconiana doc Mazzeschi, lanciata in maniera irrituale nel discorso di inaugurazione dell’ultimo anno accademico a gestione Moriconi, dal rettore uscente in persona. “E’ nata una stella”, chiosò Cityjournal il giorno stesso. E la stella è nata davvero, se gli interpellati da Cityjournal sostengono che tra i moriconiani la Mazzeschi ha superato di slancio il candidato ritenuto fino a poche settimane fa il più solido dei “continuisti”, il leader di Agraria Tei, messo all’angolo per le vie più spicce dalla giovane collega. Una piccola rivoluzione riuscita – sostengono – anche grazie all’impegno di grandi navigatori delle tempeste universitarie, come Grassigli e Marianelli. Dicono più Grassigli che Marianelli. Nella Mazzeschi si intravede la possibilità di una sorta di Moriconi-bis, con conseguente simpatia di alcuni ma anche di grande preoccupazione di diversi altri.
Non ci sono grandi scossoni per il candidato Cotana, che viene da Ingegneria e i suoi voti li ha, come però ha un appeal limitato a settori precisi.
Pochi scostamenti – sostengono ancora quelli di cui sopra – anche per Figorilli, prima prorettore di Moriconi, che si è poi dimesso, un momento prima di candidarsi, probabilmente troppo tardi per non essere annoverato, in questo rush finale, tra i “continuisti” e quindi oscurato dalla stella nascente della Mazzeschi e del suo dream team Griffagni-Marianelli.
In fondo alla classifica nessun segnale rilevante – concludono gli interpellati – invece dagli altri due candidati del gruppo (Santambrogio e Stanghellini).
Tra tre giorni si saprà se i pronostici degli interpellati da Cityjournal diventeranno risultati. Se così fosse inizierebbe una “fase due” della campagna elettorale: la scelta tra i due progetti di ampio respiro per il futuro (molto a ostacoli) dell’Ateneo perugino.