POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il successo della proposta, avanzata insieme a Elisei, suo strategico alleato, porta il giurista alla guida di un Ateneo da rifondare per affrontare le sfide del futuro

di Marco Brunacci

PERUGIA – Maurizio Oliviero, giurista cinquantenne, è il nuovo Magnifico Rettore dell’Università di Perugia.

Dopo tre turni, i docenti, gli studenti e il personale amministrativo hanno scelto di voltare pagina, hanno sposato un progetto per il futuro (proposto da Oliviero insieme a Fausto Elisei, che ha fatto una scelta chiara e coraggiosa dopo il secondo turno), cancellando con un voto il desiderio di tornare a un passato di piccolo e piccolissimo cabotaggio, ad un asfittico culto della peruginità, alla tentazione della continuità fino alla restaurazione.

Franco Cotana è uscito sconfitto, con il suo alleato, il rettore uscente che non desiderava evidentemente uscire, Franco Moriconi. Dicono che Cotana abbia ottenuto, negli ultimi giorni, endorsement in gruppi umbri, ma anche in partiti nazionali (una voce, per altro non smentita l’altra sera dal sottosegretario della presidenza del Consiglio, il leghista Giorgetti, a Gualdo Tadino) come la Lega. A quanto pare non è stato sufficiente. Come non è stata una dimostrazione di forza bensì di debolezza annunciare vittorie che non ci sono state. Cityjournal aveva sottolineato le evidente carenze della proposta Cotana, l’elettorato accademico deve aver avuto la stessa sensazione, a giudicare dal voto espresso (639 a 491).

Ora per Maurizio Oliviero viene la parte gravosa del suo nuovo impegno: si tratta al più presto di far partire il progetto, risultato del mix tra quello di Oliviero e quello di Elisei, e pensare ad una Università del futuro che punti a una internazionalizzazione in ogni sua forma, alla valorizzazione delle eccellenze per reggere la sfida del futuro, e affondi le sue radici in una autonomia troppo spesso dimenticata che ne faccia guida per il territorio e non viceversa. Si tratta di passare dalle enunciazioni agli atti concreti, dimenticando i tanti momenti cupi di questa campagna elettorale, giocata purtroppo anche senza il risparmio di meschinità che non fanno onore, per prima cosa, all’istituzione universitaria.