Casa sicura, l’iniziativa del Dipartimento di ingegneria di Perugia cofinanziata anche dai geometri umbri e basata sulla tecnica antisismica della muratura confinata

PERUGIA – C’è un progetto completamente made in Umbria che, secondo esperti e tecnici riuniti nei giorni scorsi al Dipartimento di ingegneria civile e ambientale (Dica) dell’Università degli studi di Perugia, rappresenterebbe la soluzione ottimale per ricostruire in maniera antisismica i centri storici colpiti dal terremoto: si chiama ‘Casa sicura’, è condotto dallo stesso Dica, cofinanziato da vari enti e soggetti locali tra cui i Collegi dei geometri e geometri laureati delle province di Perugia e Terni, ed è basato sulla tecnica costruttiva della muratura confinata.

«È una tecnica molto semplice – ha spiegato il responsabile scientifico del progetto Massimiliano Gioffrè – basata su murature in laterizio che svolgono la loro azione portante sia per le forze verticali che per quelle orizzontali tipiche del sisma. L’unica accortezza è che le aperture vengono incorniciate con piccole travi in cemento armato che migliorano le caratteristiche strutturali dell’opera». «È un modo di costruire sicuro, come hanno accertato le ricerche svolte dal Dica – ha aggiunto il presidente del Collegio dei geometri ternani Alberto Diomedi –, e che rispetta in pieno le nostre tradizioni edili, soprattutto dei centri storici. Somiglia molto, infatti, alla muratura ordinaria ed è basato su materiali naturali che hanno anche ottime caratteristiche dal punto di vista dell’isolamento termico».

Il comportamento della muratura confinata in zona sismica è stato studiato dal Dica mettendolo a confronto con quello di una muratura portante ordinaria. Le due strutture sono state sottoposte a prove dinamiche su tavola vibrante e «i risultati – ha rivelato Gioffrè – sono stati eccezionali». Simulando accelerazioni sismiche doppie rispetto a quelle registrate a Norcia in occasione del terremoto del 30 ottobre 2016, la costruzione in muratura confinata non ha avuto lesioni di alcun tipo mentre con un’accelerazione sopra al 120 per cento la costruzione in muratura riportava lievi fessurazioni pur rimanendo integra.

«Finalmente – ha commentato Gioffrè – anche la muratura confinata è stata inserita nelle nuove norme tecniche del 2018 per le costruzioni. Si tratta ora di fare pratica, mettere a punto un po’ di particolari costruttivi e, a livello culturale, farla conoscere alle imprese di costruzioni. Per poter realizzare bene la muratura confinata non servono, d’altronde, particolari competenze da parte delle maestranze». «La nostra preoccupazione principale – ha concluso Diomedi – sono adesso le procedure amministrative burocratiche che vanno molto a rilento. La ricostruzione nel nostro territorio è complicata anche per ragioni geomorfologiche ma il problema principale sono le procedure che necessitano assolutamente di un’accelerazione».