Città di Castello, l’appello ai giovani: «Non snobbate le elezioni, è questo il modo che hanno i cittadini di far sentire la loro voce»

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Quasi 108 anni e tanta voglia di dare il suo contributo alla democrazia.

Lei che è nata nel 1911 e che da 73 anni è sempre andata a votare, da quando anche alle donne, nel 1946, è stata data la possibilità di farlo. E così anche domenica 26 maggio la nonna d’Italia Luisa Zoppitelli – nata l’8 novembre 1911 a Villa del Seminario – è tornata nella cabina elettorale per votare per le elezioni europee. Intorno alle 11 si è presentata con la tessera elettorale e un documento al seggio numero 10 di San Pio, il quartiere di Città di Castello dove abita, accompagnata dai figli Anna e Dario Ercolani e dalla nipote Natascia. Accanto a lei anche il comandante della Polizia Municipale, Joselito Orlando e alcuni agenti della polizia. Non è stato necessario esibire la carta di identità, perché Luisa è famosa ben oltre i confini della città dove è vissuta.

In realtà, Luisa Zappitelli, nonostante la veneranda età, coltiva anche altre passioni, oltre a quella civile. È un’appassionata vespista e allevatrice di canarini, ma dopo l’encomio del presidente Mattarella nel discorso dell’Otto Marzo del 2018, la sua figura è associata ad un esempio di educazione civica e coscienza democratica. In quel lontanissimo 2 giugno 1946 che introdusse il suffragio universale in Italia e consentì anche alle donne di essere pienamente cittadine, Luisa insieme ai suoi fratelli ed alcune amiche raggiunse il seggio di Belvedere a piedi, pur di votare e scegliere tra Repubblica e Monarchia. È noto come finì il voto ed è anche merito di Luisa, «una figlia del Novecento – racconta una nota del Comune di Città di Castello – ma anche di internet: il suo commovente racconto del primo voto ha fatto il giro del web con migliaia di visualizzazioni. Oggi che l’astensione cresce pericolosamente ad ogni appuntamento elettorale, le peripezie di Luisa Zappitelli per votare sembrano quasi una stravaganza. Ma allora Luisa aveva 35 anni, né lei né altre italiane avevano mai votato prima di allora».

Per questo anche oggi, mentre lasciava cadere la schede nell’urna, ha invitato i giovani «a non snobbare le elezioni, perché è questo il modo che hanno i cittadini di far sentire la loro voce nelle democrazie». «Ancora ricordo quella prima volta che con orgoglio sono andata a votare insieme ad altre donne, un momento che rimarrà per sempre nella mia mente». Naturalmente non appena è apparsa sulla soglia del seggio, è stata accolta con grande calore da presidente, segretario e scrutatori, che ormai conoscono bene la loro illustre elettrice. «Anche se gli anni incalzano, Luisa non molla – dicono i figli Anna e Dario, che l’hanno accompagnata al seggio -, ha compiuto anche questa volta il suo dovere di brava italiana».