La tragedia raccontata attraverso gli occhi (esterrefatti) e la memoria (ancora viva) di un perugino a Imola quel maledetto primo maggio del 1994

di Gabriele Ripandelli

Come può un uomo forte, bello e grandioso trasformarsi in pochi istanti in un semplice insieme di ricordi?  Una domanda che spesso, dopo aver salutato vari personaggi passati alla storia, ci si pone e il primo maggio 1994 segna sicuramente una di quelle date. L’incidente di Ayrton Senna è uno di quei eventi che fa sorgere interrogativi sia quando lo vivi al momento che negli anni successivi, perché anche 25 anni dopo nessuno può ridare un pezzo di storia al mondo della formula 1.

La vera tragicità di quel giorno risiede nell’assurdità con cui a volte il destino gioca brutti scherzi, divertendosi con la fragilità della una vita umana. Senna era uno dei piloti che aveva insistito di più per non correre quel mondiale dopo la morte di Ratzenberg nel sabato delle qualifiche e, dopo la decisione collettiva, aveva voluto portare nella monoposto una bandiera austriaca per onorare dopo l’eventuale vittoria il collega morto il giorno precedente in un turbinio di testacoda. La triste fine all’uscita della variante di Tamburello che impedì i piani di vittoria di Senna segnò l’importanza degli istanti e dell’importanza della sicurezza in pista.

Il tragico esito di uno dei più drammatici weekend di Formula 1 che ha visto il Dio dei motori perdere uno dei propri figli è cosa nota e dolorosa per molti. Tantissime persone darebbero qualsiasi cosa pur di rivivere gli istanti in cui Senna trionfava in pista. Ma anche per chi non ha vissuto i suoi anni capire cosa ha rappresentato il pilota brasiliano e quanto si è perso in quel giorno è un’operazione facile. Le dichiarazioni di chi ha vissuto quel giorno in pista o di chi lo ha conosciuto bene aiutano ad immaginare la persona ed il pilota che è stato, i video e le immagini della gente che onora in massa la sua memoria rende l’idea meglio delle grandi vittorie ed i sorpassi storici.

Noi, abbiamo voluto spostare la lente d’ingrandimento fuori dalla pista, sul pubblico presente a quel gran premio. Gabriele Rivosecchi, un uomo perugino, il fatidico giorno era presente con un collega davanti alla curva Villeneuve e con un teleobiettivo è riuscito a catturare il momento in pista. Ha però impresso nella memoria la reazione della gente intorno a lui: il giorno che doveva essere di grande festa si era trasformato in poco tempo in una situazione drammatica. I primi giri erano stati caratterizzati dal classico rombo dei motori, sbandieramento di colori e grande chiasso tra il pubblico.

Nel settimo giro, dopo l’incidente ci fu una rapida variazione di situazioni: al pubblico italiano venne immediatamente quasi da esultare pensando che ci sarebbe stato un avversario in meno per le Ferrari nel gran premio di casa. Subito dopo però, con l’arrivo in pista dei soccorsi, la felicità fu trasformata in preoccupazione e un rapido e fugace chiacchericcio, iniziando a capire che oltre alla macchina anche il pilota potesse aver avuto dei problemi. L’arrivo dell’elisoccorso fece capire al pubblico le tragiche condizioni in cui si trovava Senna e fu accompagnato da un profondissimo silenzio di sconforto.

La gente era rimasta pietrificata, il tempo bloccato, la memoria di molti impressa. Ancora non si sapevano le condizioni del pilota, ma mentre gli altri concorrenti venivano fermati già si temeva il peggio. La notizia della morte di Senna arrivò solo via radio durante il ritorno a casa. La gara riprese, ma per Gabriele e molti altri terminò lì la gara. Per questo, con piacere, condividiamo questi scatti inediti per molto tempo tenuti da parte per l’emozioni negative che accompagnavano quei ricordi.