La lettera agli elettori del(l’ex) candidato rettore e l’accordo anti-Cotana

di Fausto Elisei

Carissimi
abbiamo fin qui condotto, con tanti di Voi, una campagna elettorale trasparente e convinta, tutta focalizzata intorno a un progetto che aveva al centro unicamente una Università in grado, con le sue tante, importanti forze vitali, di confrontarsi con le impegnative sfide che il futuro ci propone e alle quali non è più possibile sottrarsi.

Abbiamo messo faccia ed energie per difendere un’idea comune, nella quale ci siamo riconosciuti al di là delle appartenenze politiche, culturali e scientifiche. L’unico intento nostro è stato quello di aggregare più consensi possibili intorno al nostro progetto, che aveva ed ha il bene dell’Ateneo come faro, convinti come siamo che una Università ripiegata su se stessa, tentata dalla mediocrità del tirare avanti quotidiano, non possa resistere a lungo nel mondo del sapere che cambia e che impone a tutti sempre nuovi standard. Vogliamo una Università condivisa, che sappia confrontarsi e discutere, in maniera trasparente, cercando su ogni argomento le intese più ampie possibili, che sappia, con il fattivo contributo di tutti, superare le difficoltà del presente e preparare al meglio il terreno per futuri successi. Successi che, se stiamo insieme, non tarderanno ad arrivare.

Dopo una attenta valutazione sia dei candidati al ballottaggio e del loro progetto di Università, sia dell’ esperienza maturata in questi ultimi sei anni, riscontriamo in modo oggettivo convergenze significative e complementarietà con il programma del candidato Maurizio Oliviero. Per questo invitiamo coloro che ci hanno seguito in questo sforzo, e che ringraziamo per il loro consenso, ad esprimersi in maniera altrettanto determinata, al ballottaggio del 23 maggio, a favore del candidato Oliviero.

Lo facciamo per realizzare un progetto alto, che abbia solo il bene dell’Università di Perugia come obiettivo, rifuggendo da qualunque idea di intesa di potere tra gruppi e fazioni. Anzi vogliamo esprimerci ancora una volta contro ogni tentativo di ridurre la campagna elettorale per il Rettore a una mera prova muscolare, che sia la somma di interessi particolari a spese dell’interesse generale. Non vogliamo nemmeno immaginare un Ateneo balcanizzato, dove ognuno difende in armi il suo piccolo spazio, consegnando quello che dovrebbe essere il Tempio del sapere, punto di riferimento e di crescita per le generazioni future e per un intero territorio, a lotte intestine permanenti e continue tensioni.

Mai come oggi scegliere la strada è importante. Se questo sentimento alto ispirerà la scelta del corpo elettorale potremmo disegnare insieme un Ateneo di cui andare tutti fieri.
Grazie per il vostro contributo,
Vi saluto affettuosamente