POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Al secondo turno sono rimasti tre candidati. Elisei è ancora in grado di resistere all’assalto dell’Ingegnere, sponsorizzato di fresco dal rettore uscente. E i pronostici “vedono” un decisivo derby tra i due progetti più futuribili

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il quadro è stato fin da subito chiaro e si è venuto a comporre come da previsioni. La corsa a rettore, al fondo, è tranquilla. Intorno alla microsorpresa Cotana si gioca non l’ultima battaglia ma la scaramuccia finale.

Il candidato ingegnere Cotana è una delle vecchie volpi dell’Ateneo. E’ riuscito con l’accortezza e la determinazione del competitor navigato ad aggregare qualche decina di voti in più rispetto a quelli sui quali ragionevolmente poteva contare. Ora vuol fare assolutamente il rettore, come segnala qualche suo vicino di banco. Ma questo non aiuta a trovare alleati, quando si parte da quota 180 voti e si deve arrivare a poco sotto 600.
E nel mentre tutti i candidati più piccoli si sono defilati, lasciando libero il proprio elettorato di votare uno dei tre rimasti in campo, ma facendo tutti riferimento alla necessità di premiare un progetto valido per il futuro dell’Ateneo (esemplare l’endorsement in questo senso di Tei, il candidato che doveva essere moriconiano ma che è stato abbandonato sull’altare dal rettore uscente), ecco che la sola Mazzeschi, moriconiana a marchio di origine garantito, con i suoi capitani di lunghissimo corso Grassigli e Marianelli, ha dichiarato il suo sostengo alla candidatura Cotana.
A questo punto, per il turno elettorale del 16 (in attesa del ballottaggio decisivo del 23) si presentano al via soltanto 3 candidati degli 8 partiti. Maurizio Oliviero, che naviga da solo in acque alte, saldamente al comando della regata, tutti intento a rafforzare il suo profilo ecumenico e super partes, quindi Fausto Elisei, giunto secondo, come da pronostico, alla prima tornatama con qualche voto in meno, e il Cotana, arrivato terzo, il quale prova a fare un’operazione di corto respiro e di solito di non scontato successo che è quella di sommare i voti propri con quelli di un candidato (la Mazzeschi) sconfitto.
La santa alleanza si fa, con ogni evidenza nel nome del rettore uscente Moriconi, il quale però resta in pista molto azzoppato e con potere ridotto ai minimi, rischiando di diventare ingombrante per Cotana e non di grande aiuto per la stessa Mazzeschi. In tanti sono lì a contare quanti voti resteranno nel paniere della Signora delle Lettere, diventata stella del firmamento moriconiano, ma nel momento del fatale tramonto, così all’improvviso e così tanto a spese del sacrificato Tei. Se coloro che Cityjournal ha interpellato per fare i pronostici prima del turno iniziale dovessero aver di nuovo ragione, dalla Mazzeschi a Cotana passerebbero due o tre decine di consensi. Al massimo quattro decine.

Questa intesa strutturata con la Mazzeschi è destinata poi a rendere – sostengono – più difficile per Cotana raccogliere voti in mare aperto, un tipo di pesca dove invece Oliviero parte avvantaggiato.
Ma è Elisei l’avversario da battere per Cotana ed è un avversario che sta lavorando alacremente, forte di un progetto presentato da tempo e di una struttura elettorale consolidata. Chi desse per battuto Elisei – affermano gli interpellati – mostra di non conoscere affatto i meccanismi dell’Ateneo.
L'”uomo che volle farsi rettore”, come scherzando definisce Cotana uno dei “saggi” ascoltati da Cityjournal, potrebbe scatenare una reazione pro Elisei, fino a farlo perfino diventare la sorpresa del secondo turno. Non sarà difficile per Elisei dimostrare, in queste ultime ore di residua campagna elettorale, che intorno alla coppia Cotana-Mazzeschi si è creato una sorta di asse della restaurazione, traballante di sicuro, ma soprattutto non facile da giustificare, essendo sempre di più i docenti che avvertono la necessità di un salto di qualità dell’Università dall’attuale momento, molto ripiegato sulla peruginità.
Tutto questo però è il racconto, come dire, della sfida muscolare. La verità è quella che Cityjournal va ripetendo ormai da mesi. In gioco, in queste elezioni a rettore, non c’è un qualche brandello di residuo potere, esiste solo l’urgenza di progettare un futuro di respiro, che permetta all’Università di intercettare la domanda delle prossime generazioni, con una proposta dinamica, al passo con i tempi, capace di reggere le sfide, internazionalizzando l’offerta come non ha mai fatto. Tutto questo in primo luogo per continuare a esistere e a non buttare al macero 700 e passa anni di storia. Quindi per dare nuovo slancio a un territorio – l’Umbria – che di una Università competitiva, incubatrice di eccellenze, ha un bisogno assoluto. Quindi: che vinca il progetto migliore, più internazionale possibile e proiettato verso il futuro.