POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’Ingegnere, la politica dei mattoncini Lego e la peruginità (448 voti). Oliviero l’ecumenico va contro di lui al ballottaggio decisivo del 23 maggio con 414 voti e un progetto per il futuro non distante da quello di Elisei (248)

di Marco Brunacci

PERUGIA – I risultati del secondo turno della corsa a rettore alla fine dicono poco di nuovo sulla realtà dell’Università perugina. Al fondo, anzi, una cosa sola: resta ancora forte la tentazione di spartirsi quel pizzico di potere rimasto. Poco, pochissimo, quello che resta. Però comunque la vestigia, l’orma di un potere. E i progetti per reggere alle sfide del futuro, fatalmente, rischiano sempre di passare in secondo piano.

Allora: è finita con l’alleanza Cotana (che ha recuperato tutti i voti del rettore uscente Moriconi) che è arrivata a 448. Oliviero è a 414 e andrà al ballottaggio decisivo del 23. Elisei, il più penalizzato dalla bolla di scomunica del rettore uscente, si è fermato a 248, pagando il prezzo più alto del “vade retro” pronunciato da Moriconi.
La strategia per il ballottaggio dell’improvvisato esercito Cotana-Moriconi sembra evidente: Cotana dopo aver fatto il pieno di moriconiani dovrebbe ora spaventare tutti descrivendo un Oliviero “de sinistra” contro al quale chiamare a raccolta i fedeli più conservatori. La strategia sembra però cozzare, a naso, contro due evidenze: l’Oliviero sceso in campo stavolta è quello ecumenico che di più non si può e votato alle intese più larghe in nome dell’eccellenza dell’Università tutta protesa a riconquistare un posto nel gotha internazionale del sapere. La seconda evidenza: ci sono non pochi voti che arrivano da sinistra nel variegato pacchetto Cotana, quindi sarebbe controproducente sventolare presunti fazzoletti rossi per far caricare tori del conservatorismo universitario.

Ma è utile, qui, ascoltare un esponente “de sinistra” dell’Università che dice di essersi convinto a votare Cotana perchè l’Ingegnere promette a chi si allea – così avrebbe capito il nostro esponente “de sinistra” – di lasciare ampio spazio di manovra ad ognuno. Come dire: se divento rettore io, mi seguo le mie cose e ognuno di voi, alleati miei, le vostre. Sarebbe la politica della Lego (non della Lega, chiaro?), quella che prevede di mettere insieme il maggior numero di mattoncini possibili, sommando consensi e senza mai crearsi il problema dell’interesse generale.

Questa scelta garantisce – e qui può essere d’aiuto proprio l’esperienza che si vive in questo periodo del governo nazionale gialloverde – quantità di voti consistenti insieme però a quotidiani scontri, liti e coltellate a go go, fragilissimi equilibri che i protagonisti possono rompere in ogni momento, cercando di far franare l’edificio addosso all’alleato più vicino. Con pericoli seri per l’incolumità di chi si trova coinvolto. E poi come sarebbe una eventuale Università dove io faccio il rettore seguendo le mie cose e voi le vostre? Ogni dipartimento fa mondo per conto suo? All’interno di ogni dipartimento come si regolano i conti? Vigerà una sorta di legge della giungla dove vince di volta in volta il più forte?

Ma magari questo discorso è del tutto inutile perchè il nostro elettore “de sinistra” ha frainteso le intenzioni di Cotana, ma se così non fosse ci sarebbe da esser preoccupati di una versione universitaria pronta a replicare l’instabile aggregato che governa oggi l’Italia. Sarebbe tutto più semplice se la linea Cotana fosse più modestamente il desiderio di mantenere l’esistente, ognun per sè, in un sommo sforzo di conservazione. Visione miope, potrebbe obiettare qualcuno, comunque in linea però con la peruginità. Per altro, pensandoci, le due idee guida – la politica della Lego e la conservazione e perpetrazione della peruginità – non si escludono. Potrebbero perfino essere due facce della medesima medaglia.

Fin qui Cotana, che ha evocato in questo secondo turno tutti gli animals spirits della peruginità – raccontano, ma magari è solo una cattiveria gratuita, che il rettore uscente abbia passato lunghe ore al telefono per convincere i più restii – da qui in poi ecco Oliviero ed Elisei. Se i due progetti presentati per primi e con una visione del futuro più coerente trovano l’intesa che sembra essere nelle cose, i numeri dicono che la partita è chiusa. Il vantaggio su Cotana è evidente (662 a 448). In questi casi è però sempre un errore sommare consensi se non dopo aver sentito personalmente ogni protagonista. E la settimana che resta da qui al 23, data del ballottaggio, sarà comunque di passione (e di massima attenzione) sia per Oliviero, il candidato a rettore rimasto a battersi con Cotana, che per Elisei.