A grande richiesta torna in scena lo spettacolo di Ivan Teobaldelli e Claudio Panariello

CASCIA (Perugia) – A grande richiesta del pubblico torna in scena “1968 Praga Primavera”, lo spettacolo con testo di Ivan Teobaldelli e musica e live electronics di Claudio Panariello, che debuttò l’anno scorso al Festival delle Nazioni – nell’edizione dedicata alla Repubblica Ceca – in concomitanza con il cinquantesimo anniversario del Sessantotto e della Primavera di Praga.

Sabato 25 maggio alle 18, nella Sala della Pace, il melologo dedicato al ricordo di quella straordinaria stagione di rinnovamento liberale, di apertura e speranza vedrà impegnati sul palcoscenico l’attore Maurizio Perugini, il musicista Angelo Benedetti all’elettronica e l’Ensemble Suono Giallo composto da Andrea Biagini al flauto, Michele Bianchini al sassofono, Laura Mancini alle percussioni e Simone Nocchi al pianoforte. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

«La grande onda contestataria del Sessantotto – spiega Teobaldelli – lambì quasi tutte le capitali europee: Londra, Parigi, Amsterdam, Roma e Milano, Zurigo, Berlino Ovest. Ma a distanza di mezzo secolo è inequivocabile che la rivolta più nobile e audace fu la Primavera di Praga. Che fu trattata con indifferenza e non venne compresa né sostenuta dai media e gli intellettuali occidentali». Attraverso le parole di Kundera, Ginsberg e altri scrittori e artisti del tempo, Teobaldelli tenterà di ricostruire il fervore di quella città «che non riusciva a dormire dalla gioia», e poi la fine dell’ultima speranza, annunciata dai carrarmati con la stella rossa e i paracadutisti del maresciallo Gretchko armati di parabellum. La Primavera di Praga dunque, ma anche l’invasione sovietica che quasi esattamente cinquant’anni fa, tra il 20 e il 21 agosto del 1968, la stroncò brutalmente. Le immagini della memoria rievocate nello spettacolo saranno infatti anche quelle dei giovani praghesi che attaccano i carrarmati del Patto di Varsavia con sassi e bottiglie Molotov; agitano bandiere cecoslovacche macchiate di sangue; nascondono i cartelli col nome delle vie per depistare i blindati; ne accompagnano l’incedere sferragliante con urla e lacrime.

La musica composta per 1968 Praga Primavera rielabora materiali sonori dell’archivio di Radio Praga e brani dei Plastic People of the Universe, gruppo rock psichedelico che si formò a Praga proprio in quel fatidico 1968: «Le trasfigurazioni di questi materiali sonori, […] uno prettamente ‘storico’ e l’altro espressione di un pensiero artistico, sono il punto di partenza per una musica che non vuole accompagnare il testo ma intende essere il suo naturale completamento – illustra il compositore Claudio Panariello –. Seguendo il flusso dei fatti narrati, la musica crea un nuovo flusso che va da un iniziale magma indistinto eppure carico di presagi durante i prodromi della Primavera, a zone più distese coincidenti con la libertà sognata dai cittadini di Praga per portarci senza soluzione di continuità a un ampio e spregiudicato utilizzo di pattern e sequenze ossessive, creando un’atmosfera a tratti oppressiva, a tratti grottesca, evocativa del clima di tensione durante il lungo e drammatico periodo della Normalizzazione».

«Si ringraziano – chiudono i promotori – le comunità agostiniane di Cascia per la gentile concessione della Sala della Pace. Sono partner istituzionali dell’evento il Ministero per i Beni e le attività culturali – Direzione generale Spettacolo dal vivo, la Regione Umbria, il Comune di Città di Castello, la Camera di Commercio di Perugia e il Comune di Cascia».

Qui informazioni e video dello spettacolo: https://www.ensemblesuonogiallo.net/1968-praga-primavera