POLE POLITIK | Verso le elezioni del nuovo rettore, sondaggio tra gli osservatori. Tei con le ruote sgonfie, Stanghellini su Campi, le preferenze dei big nel decisivo risiko della ex Medicina con l’enigma Riccardi. Oliviero e Elisei in cima con poche incognite

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sondaggio? Di più. La lunga marcia verso l’appuntamento di maggio visto dal di dentro. Osservatori di lungo corso fanno il punto a un mese, poco più, di distanza dal primo round dell’elezione per il nuovo rettore dell’Università di Perugia.

Allora: la mossa che ha cambiato gli equilibri – Cityjournal solitario l’ha sottolineata – è stato il sorprendente endorsement del rettore uscente Franco Moriconi, il quale ha scelto un diverso leader per la sua squadra. Ora è la Mazzeschi – star is born – la punta di diamante. Per il preside di Agraria, Tei, è stato come se i meccanici gli avessero sgonfiato le ruote al pit stop. Secondo gli osservatori non si riprende più. La Mazzeschi – dicono gli interpellati – si sta aggiudicando i voti di veterinaria e di tutti i moriconiani osservanti e praticanti di Agraria. A questi voti si aggiunge la solita pattuglia di umanisti, non numerosi ma compatti dietro il profeta Marianelli.

Il sorpasso della Mazzeschi su Tei, complici i meccanici, non aumenta di sicuro però le possibilità di successo dei credenti in Moriconi. Anzi. La terza del gruppo, la Stanghellini, già in partenza era costretta a raschiare il barile, e ora si troverebbe in difficoltà anche nel raccogliere i consensi che arrivano dall’appoggio dell’industriale numero uno dell’Umbria, Carlo Colaiacovo, che continua ad avere un grande seguito dentro l’ateneo. Come si sa, Colaiacovo ha grande stima Alessandro Campi e al momento Campi viene considerato l’uomo ombra del candidato irenico Ambrogio Santambrogio. Se la Stanghellini non convince Campi rischia di prendersi il cucchiaio di legno, come nel rugby.

Ma gli osservatori di cui sopra ritengono che ci sia un quarto moriconiano. Sarebbe l’ex prorettore Fìgorilli, che si è dimesso in polemica col rettore, ma che a questo, secondo molti, resta vicino. Potrebbe essere alla fine lui la sorpresa. Il problema – dicono gli stessi osservatori – è che i suoi voti di base non sono sufficienti a farne un leader. Pochi si immolerebbero per lui a Giurisprudenza, e Il grande seguito a Medicina non supererebbe in realtà i 35-40 consensi. Se questo è lo zoccolo duro, Cotana può già festeggiare per essere diventato il primo tra gli outsider.

Ma è certo che sulla ex facoltà di Medicina e sui suoi attuali tre Dipartimenti si concentra molta dell’attenzione. Il Figorilli – raccontano – potrebbe contare su ex bistoniani pentiti come Vecchiarelli e Perito, sulla Mencacci, e poi Cenci. Naturalmente anche Puma e Avenia. Poi ancora Bacci, la Aristei e Falini, la cui presenza in questo elenco sarebbe la dimostrazione del collegamento mai venuto meno tra Moriconi e Figorilli. La Medicina sperimentale di Talesa aspetta invece, leggendo Manzoni, l’elezione come il giorno della liberazione dal tallone austroungarico. Sceglierà compatta – assicurano – Oliviero con tutti i 50 voti.

Con Talesa, c’è Puccetti. Forse pure Donini. Agnelli corre da leader per conto suo ma sempre su Oliviero sarebbe orientato. Mentre Fiorucci ha ottenuto, nella divisione finale dei pani e dei pesci da parte di Moriconi, il posto di Gastroenterologia, e probabilmente sarà così pronto a scegliere Elisei. Elisei, che resta con Oliviero il favorito della competizione, pare però non abbia più il seguito che aveva una volta dentro Comunione e liberazione (uno dei leader perugini come Capaccioni pare non possa essere più annoverato tra i suoi fan più irriducibili, ammesso che lo sia mai stato). Ma il vero enigma – ne sono convinti praticamente tutti – è: per chi voterà il terzo dipartimento dell’ex Medicina, guidato dall’amletico Riccardi? Il quale gira con una foto, al posto del regolamentare teschio, interpellandosi: OIiviero o non Oliviero, this is question.