Il sindaco Betti: «Sono quattro i palazzetti nel nostro territorio, più il Cam di Chiugiana»

CORCIANO (Perugia) – «Finalmente coroniamo un sogno. Mantignana diventa una straordinaria cittadella dello sport e del tempo libero. Il patrimonio sportivo di Corciano, senza eguali in Umbria, si arricchisce di una ulteriore gemma».

Lo ha dichiarato il sindaco di Corciano, Cristian Betti, commentando la cerimonia di inaugurazione della palestra di Mantignana, costruita davvero a tempo di record – i lavori sono stati avviati nell’estate del 2017 – ed aperta alla cittadinanza sabato 13 aprile. È stata una vera festa popolare, alla quale hanno presenziato la maggior parte delle associazioni del territorio, tantissimi cittadini, la giunta comunale ed una nutritissima rappresentanza del Consiglio. «Ora sono quattro i palazzetti dello sport nel nostro territorio – spiega Betti – più il centro attività motorie di Chiugiana; qualcosa di assolutamente straordinario».

Il taglio del nastro

Il nuovo palazzetto/palestra di Mantignana, oltre ad essere utilizzato dalle scuole per la ginnastica e dalle associazioni sportive, è stato anche pensato come uno spazio strategico da utilizzare, in caso di calamità naturali, come luogo di accoglienza qualora vengano richiesti ed attivati meccanismi di protezione civile. È anche per sottolineare la funzione aggregativa al 100% della struttura, senza preclusioni né barriere, che la cerimonia è stata impreziosita da gesti simbolici, la messa a dimora, nello spazio antistante, di un ulivo e la consegna di alcuni riconoscimenti. Il Comune ha consegnato targhe ricordo, quali ‘ambasciatori’ di Corciano, al podista non vedente Luca Aiello, alla promessa del calcio Filippo Ranocchia e al GS Mantignana Sd che per la prima volta nella sua storia affronta il campionato di Promozione, dopo la vittoria di quello di prima categoria.«Abbiamo portato a termine un’opera importante, attesa da quasi 15 anni – conclude il sindaco – che potrà rispondere positivamente alle richieste di spazi per le attività sportive, didattiche e per la socialità».