La rotta tracciata dal capitano: «Tesei prossima governatrice umbra». Le ammiccate alla sua ciurma: «Prima gli italiani». La risposta ai contestatori: «Avete rotto le palle»

di Daniele Cibruscola

UMBRIA – Tempi calibrati, al secondo, come ogni show che si rispetti. Perché il tempo, quello delle elezioni («da anticipare»), quello della Sinistra («scaduto») e quello della Lega («in Umbria è arrivato»), se in certi ambienti è considerato denaro in certi altri è consenso. Like, follower o voti: comunque consenso. Da capitalizzare quanto prima e quanto meglio. E allora: nello show di Salvini a Perugia anche il tempo dei selfie è studiato e osservato con severità. «Ragazzi, non spingete. Tanto non vado via finché non ho fatto una foto con tutti quelli che me l’hanno chiesta».

L’appuntamento mordi e fuggi del ministro dell’Interno a Perugia – organizzato in fretta e furia alla notizia delle dimissioni rassegnate da Marini – si chiude tra i “click” delle fotocamere del suo popolo ipersocial, finalmente in carne e ossa come una ciurma di bucanieri di fronte al proprio Capitano. Si era aperto tra gli applausi, l’incontro. E sarebbe proseguito solo e soltanto tra quelli se un gruppetto di contestatori non si fosse fatto insistentemente sentire (ottenendo puntuale risposta: «Avete rotto le palle. Le vostre mamme lo sanno di avere figli maleducati? Se i partigiani fossero vivi, vi schiferebbero») per tutto il tempo. Ma appunto, il tempo è consenso e anche quello delle contestazioni viene messo a frutto nel migliore dei modi: 15 minuti è durato il discorso, interruzioni comprese, 40 e anche più si è trattenuto Salvini per fissare un ricordo negli smartphone dei tanti arrivati qui, in piazza Italia, per incontrarlo.

Nel mezzo, il messaggio politico: «Non facciamo le inchieste, non facciamo i giudici né gli avvocati. So però che gli umbri meritano una Regione più attenta ed efficiente, più onesta». «Il prossimo governatore dell’Umbria è su questo palco», dice Salvini chiamando a sé Donatella Tesei («Ha fatto molto bene da sindaco, può fare bene come governatrice») e intanto augurandosi che «si vada al voto il prima possibile» sempre che il Pd «non la tiri troppo per le lunghe per difendere le proprie poltrone». Del resto «la Sinistra sta massacrando questa splendida terra da decenni». E gli umbri «meritano una sanità che funzioni» e meritano anche «un sistema di trasporti che permetta di arrivare in Umbria. La prossima Regione (a guida leghista sottitende, ndr) dovrà investire in strade, autostrade e ferrovie».

«Sostegno agli agricoltori, sostegno ai commercianti, sostegno ai disoccupati», prosegue Salvini.«Chi sceglierà la Lega in Umbria, il 26 maggio, farà una scelta precisa: i soldi, le case popolari, i posti di lavoro, i contributi pubblici vanno prima agli italiani e poi quel che avanza al resto del mondo». Un po’ di nazionale, che non guasta mai («I porti restano chiusi. Ho dimezzato le morti nel Mediterraneo»), un altro paio di provvidenziali botta e risposta con chi contesta («Fascista arvà!» gli gridano, «Siete voi i violenti che non rispettano le idee degli altri» la risposta) e il vis a vis col titolare del principale dicastero italiano finisce. Tempo al tempo, e si vedrà se lo show è piaciuto sul serio.