POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Quota 100 apre grandi varchi, ma arrivano soldi anche per i “premi” (250 progressioni e nuovi dirigenti). Bartolini-Babbo Natale si sta attrezzando. Barberini invece seccato per le poche risorse alla sanità

di Marco Brunacci

PERUGIA – C’era una volta la Regione leggera. Per averla pensata e non realizzata, il presidente dell’Umbria, Bruno Bracalente, a fine del secolo scorso, perse il posto. In verità, non si sa se per averla pensata o per non averla realizzata.

Adesso c’è una serie di evenienze che porteranno a una nuova infornata nel pubblico impiego, con l’Umbria in prima fila, nonostante vanti già record di densità di pubblico impiego, e con la Regione in primissima fila. L’assessore Bartolini ha già pronto il costume da Babbo Natale. Toccherà a lui, nel periodo che va dalle elezioni comunali a quelle regionali del maggio 2020, imbandire la tavola. Nelle sue mani c’è un’operazione mica male per far guadagnare alla coalizione di governo regionale qualche simpatia. Con un’avvertenza: di solito, quando piove la manna di promozioni, progressioni, aumenti di stipendi, e quando arriva la cuccagna di nuove assunzioni, il numero dei beneficiati felici è inferiore a quello degli esclusi scontenti.
Inutile aggiungere che non è proprio periodo perchè qualcuno valuti l’interesse generale e se esiste per davvero la necessità di rimpolpare un pubblico impiego già tanto grasso in Umbria. Non è neanche corretto costringere una parte politica piuttosto che un’altra a farsene carico. A questo giro se ne sono tutti dimenticati. Amen. Magari arriverà tra qualche tempo qualcuno con l’incarico di far quadrare i conti, come succede di solito nelle famiglie. Ma questo tipo di avvento non sembra imminente.

E allora via con la festa del pubblico impiego. Sono almeno 50 i posti che si libereranno con i pensionamenti dovuti a quota 100. Via ai concorsi? No, ci sono le graduatorie che permettono lo scorrimento. Ma è presto per dire. Per le posizioni organizzative, se ne attendono 250 in più. Si tratta di aumenti di qualifica e di stipendio. Per la “premialità” come si dice in linguaggio tecnico sono stati trovati soldi, che però non ci stanno per coprire i buchi nella pianta organica del personale che nella sanità si sono già aperti (per anestesisti e pediatri per esempio) o andranno ad aprirsi con la quota 100 di cui sopra. Non è una caso che l’assessore Barberini stia sbuffando da giorni, mostrandosi seccato. L’aumento della quota del Fondo nazionale, dovuta alla buona gestione dei conti sanitari, serve solo a offrire qualche caffè, sostiene facendo conti alla mano.

In Regione invece ci saranno invece anche delle stabilizzazioni. Per esempio all’Arpa e a Villa Umbra. L’esercito si ingrossa, magari aiuterà a non far precipitare i consumi, in tempi di recessione incombente. Ci sarà poi anche qualche sacrosanto posto in più per i disabili, come da specifica legge.
Chi è, a qualunque titolo, interessato cominci a mettersi in fila.