“Fermentum Umbrae”: dal 3 al 5 maggio tra degustazioni, conferenze, birrifici italiani e stranieri e la novità della lattinatrice

di Francesco Bircolotti

PERUGIA – Birre artigianali? A Perugia c’è… Fermentum. Inteso come “sempre maggiore vitalità” di un settore sempre più in espansione; ma soprattutto come “evento” (dedicato alle produzioni lontane dalle multinazionali e dalla grande distribuzione) in cerca di consacrazione.

Eccolo, dunque, pronto a far parlare di sé “Fermentum Umbrae”, passato in tre anni da semplice convegno a vero e proprio festival, che per la quarta edizione propone scenari mai toccati, almeno per il cuore verde d’Italia, in quello che è tutt’altro che un ambito di nicchia. Una kermesse fatta da giovani e per i giovani che vede i grandi esperti della materia solo dietro al tavolo dei numerosi workshop, quasi ad accompagnare per mano appassionati e non solo alla costruzione di un’autentica cultura del bere, applicata ad un particolarissimo ambito brassicolo che se da una parte rischia di diventare una moda (perché in fondo oggi una discreta birra si può realizzare anche in casa), dall’altra è capace di esaltare l’importanza data dall’aspetto scientifico e sperimentale ricercato dai produttori di bionde, rosse e compagnia.

Così dal 3 al 5 maggio prossimi, nel terzo Chiostro del complesso benedettino di San Pietro, un nutrito gruppo di studenti che fanno capo al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia andrà a realizzare un evento unico che può attrarre migliaia di visitatori relativamente alle degustazioni di oltre 100 tipi di birre artigianali di ogni parte d’Italia e non solo, ma anche tanti addetti ai lavori per ciò che concerne la convegnistica e i workshop (gratuiti) previsti in collaborazione con lo stesso Dipartimento, la Fondazione per l’Istruzione Agraria, il Centro di ricerca per l’eccellenza della birra (CERB).
I dettagli (ce n’è per tutti i gusti, come conferma il programma in bella vista sulla pagina Facebook Fermentum Umbrae) sono stati illustrati in conferenza stampa da Lorenzo Ferroni e Tommaso Cariglia del comitato organizzatore (composto anche da Eugenio Lobasso, Edoardo Iorio e Filippo Cagiola), alla presenza del direttore del CERB, Giuseppe Perretti, dell’assessore comunale al Marketing territoriale, Michele Fioroni, e del sindaco di Perugia, Andrea Romizi. Tutti concordi sulla valenza sociale della manifestazione che rappresenta «un ottimo volano – ha detto Fioroni – per l’educazione al bere consapevole, ma anche alla conoscenza delle tecniche di produzione della birra, sempre più protagonista in ogni ambito alimentare»; e pure «la dimostrazione – gli ha fatto eco il sindaco Romizi – di come semplici studenti possano con successo collegare un percorso formativo universitario con un’attività imprenditoriale e culturale quale è l’evento in sé, cogliendo appieno le sollecitazioni di un contesto in costante espansione, come tra l’altro dimostrano i traguardi che alcuni birrifici del territorio perugino e regionale stanno tagliando anche a livello internazionale». «Ringraziamo – ha concluso il sindaco Romizi – i giovani organizzatori che hanno ritenuto di legare i loro studi all’impresa e a una dimensione culturale. Fare una semplice manifestazione sulla birra sarebbe stato facile, invece la proposta di Fermentum Umbrae è importante, con ospiti e un’offerta di assoluto spessore e qualità»

Per questo, l’attenzione dell’intero settore brassicolo sarà rivolta tutta alla tre-giorni perugina, in cui per esempio il pubblico potrà costruirsi il proprio percorso degustativo, ma anche approfittare per la prima volta e in esclusiva nazionale, dell’utilizzo di una speciale “lattinatrice”, una macchina per il riempimento e la chiusura delle lattine, riportare a casa la propria birra artigianale preferita direttamente in lattina, acquistandola sul posto. Alcune eccellenze nel chiostro? Dalle 12 a mezzanotte fusti in funzione, tra gli altri (altre adesioni nei prossimi giorni), per Brasseria della Fonte (Toscana), Klanbarrique (Trentino), Bonavena Brewing (Campania), Ca del Brado (Emilia Romagna), Cane di Guerra (Piemonte), Croce di malto (Piemonte), Vetra (Lombardia), Hammer (Lombardia), Draco’s Cave (Lombardia), gli umbri Birrificio Altotevere, Birra dell’Eremo e Birra Perugia e gli esteri (alla spina) provenienti da Germania, Belgio (Cantillon) e Inghilterra (RedChurch, Londra). A “inondare” la città anche le spine dei pub del centro storico coinvolti: Quei bravi ragazzi, Elfo e Kosmo.