Il senatore della Lega dovrà pagare 31.500 euro. La soddisfazione di Omphalos: «Useremo i soldi per incrementare le iniziative contro il bullismo omofobico»

PERUGIA – È salito sul banco degli imputati con l’accusa di diffamazione, per le sue affermazioni «offensive e lesive della reputazione» di Omphalos. E oggi il senatore Simone Pillon (Lega) per quelle frasi si è visto condannare al pagamento di 1.500 euro e a un risarcimento di 30mila: 20mila all’associazione e 10mila a un attivista.

Pillon, avvocato di origini bresciane ma residente in Umbria, a Corciano, da tempo, era stato querelato per aver diffamato, durante alcune conferenze pubbliche tenute nel 2014 anche ad Assisi, l’associazione Lgbti in relazione ad alcuni incontri formativi sul bullismo contro persone omosessuali e transessuali che Omphalos aveva organizzato in un liceo di Perugia.
Il senatore della Lega in pratica aveva accusato Omphalos (delle sue affermazioni esistono video in rete) di aver insegnato, attraverso il materiale messo a disposizione durante gli incontri, ai giovani studenti che «per fare l’amore servono o due maschi o due femmine. Non è possibile fare diversamente». In realtà, secondo le testimonianze e anche la procura, il materiale informava sull’uso dei preservativi, senza alcun intento diverso o «omosessualizzante», come avrebbe lasciato intendere l’esponente della Lega, firmatario del ddl 375 contestato da associazioni ed esperti di diritto di famiglia per le sue posizioni considerate discriminatorie e pericolose nei confronti delle donne e dei minori.

Il senatore questa mattina ha seguito l’ultima udienza a suo carico, conclusa nel primo pomeriggio con la sentenza di condanna. «Siamo soddisfatti per la sentenza del giudice che ha condannato per diffamazione l’avvocato Simone Pillon, nel processo che lo vedeva imputato a seguito delle dichiarazioni contro le attività di Omphalos nelle scuole – così il presidente di Omphalos Stefano Bucaioni -. Giustizia è fatta nei confronti di un personaggio che ha fatto dell’odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali la sua ragione di battaglia politica».

«Annunciamo sin da ora – chiude Bucaioni – che utilizzeremo ogni centesimo del risarcimento per incrementare le iniziative contro il bullismo omofobico nelle scuole. Piaga sociale che necessita di sempre maggiore attenzione.
Non possiamo non far notare a quanti, a Perugia con Pillon e a livello nazionale con Salvini, hanno stretto un’alleanza politica, che l’odio e le campagne false e diffamatorie nei confronti del prezioso lavoro delle associazioni LGBTI non pagano e che queste alleanze qualificano le proprie proposte».
L’associazione e i suoi attivisti sono stati difesi dagli avvocati Saschia Soli e Marco Florit, entrambi parte di Rete Lenford, Avvocatura per i diritti LGBTI, ai quali tutta Omphalos esprime «un profondo ringraziamento per l’impegno e la passione con la quale hanno condotto questo processo».

Il senatore Pillon ha commentato così la sentenza su Facebook: «Sono stato condannato in primo grado per aver osato difendere la libertà educativa delle famiglie, che a quanto pare non possono più rifiutare l’indottrinamento gender propinato ai loro figli. Ricorreremo in appello, ma è proprio vero che certe condanne sono medaglie di guerra. Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario, diceva Orwell. Beh, io non mollo. E non mollerò mai».