«Noi siamo la soluzione, non il problema»

di Coordinamento imprese creditrici Astaldi
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – Giovedì scorso, alla presenza del presidente del Consiglio, del ministro alle Infrastrutture, di alcuni parlamentari e delle più alte rappresentanze delle Regioni e degli enti locali, i vertici dell’Anas e della Quadrilatero hanno annunciato la ripresa dei lavori sulla Perugia Ancona.

Il Coordinamento delle imprese creditrici di Astaldi spa ringrazia tutti coloro, a partire dal Presidente Conte, dal Ministro Toninelli e dai Presidenti delle Regioni Umbria e Marche, per l’incontro e per l’attenzione dimostrata nell’ascoltare le ragioni delle imprese, nonché per la solerte disponibilità manifestata attraverso la convocazione di un tavolo per la ricerca di possibili soluzioni.

Come Coordinamento delle imprese creditrici di Astaldi Spa, durante l’incontro abbiamo avuto modo di spiegare direttamente al Presidente del Consiglio come il soddisfacimento dei nostri diritti risulti essere premessa indispensabile per la reale ripresa dei lavori e sia la condizione necessaria per permettere finalmente e per davvero il completamento dell’opera. Anche nella nostra recente manifestazione abbiamo sottolineato in modo netto come noi ci sentiamo la soluzione e non il problema.

Le imprese che hanno lavorato sulla Perugia-Ancona, come più volte è stato ripetuto in questi mesi e dimostrato nel corso di una vicenda che ha visto le stesse imprese per ben tre volte subire, senza avere alcuna responsabilità, difficoltà economiche dei diversi contraenti generali, si presenteranno al tavolo del confronto con un atteggiamento costruttivo e nuovamente caratterizzato da responsabilità, disponibilità e fermezza.

Tutti abbiamo a cuore, come imprese e come cittadini, la rapida e reale ripresa dei lavori e soprattutto il completamento di un’opera strategica per il nostro Paese e per un territorio che è segnato duramente da una devastante crisi economica. Crisi alla quale si sono aggiunte l’emergenza e le ferite lasciate dai recenti eventi sismici, non solo sulle popolazioni e le abitazioni ma pesantemente anche sulla rete infrastrutturale. Per ottenere questo risultato c’è bisogno di analizzare la storia di questi dieci anni, si deve partire dalla situazione reale del cantiere e dei lavori, non riproporre modalità e procedure che evidentemente hanno dimostrato di essere inadeguate, dimostrare coraggio e soprattutto buon senso.

Le imprese che già hanno realizzato gran parte dei lavori sono pronte a mettersi immediatamente a disposizione e completare questa importante infrastruttura, chiedono solo di essere messe nelle condizione di farlo avendo assicurazioni certe sui propri crediti. Senza queste certezze non solo non sono in grado di riprendere i lavori ma rischiano, come già sta avvenendo, di dover chiudere con incredibili ripercussioni di carattere economico, sociale e industriale.