Di nuovo sfondata la lamiera a recinzione dei palazzi in via Adriatica. «Non sappiamo che fare, i muri o sono sordi o non rispondono»

di Gino Goti

PERUGIA – Dopo il blitz delle forze dell’ordine per lo sgombero dei clandestini nei palazzoni di via Adriatica, ex area De Megni, l’esasperazione dei ponteggiani è in crescente aumento. Anche perché altri varchi sono stati aperti sulla recinzione in lamiera tra via Adriatica e l’area occupata dal palazzo. E questo fa pensare che l’occupazione continui e che difficilmente sia arginabile. Le domande che si pongono i cittadini sono le stesse che si è posto il curatore fallimentare nel far presente che più il tempo passa e più il degrado e l’abbandono creerà danni alla costruzione facendo diminuire il prezzo di un eventuale acquisto, ma crescere esponenzialmente quello degli interventi per rendere abitabile l’edificio e gli spazi che lo circondano.

«Ma perché non se sblocca niente, dopo tanto tempo?», chiede un commerciante della zona rivolgendosi a un consigliere della Pro Ponte, associazione sempre pronta ad ascoltare i residenti, e sottoporre poi domande, quesiti, istanze, suggerimenti, lamentele a chi di dovere. A coloro – in questo caso – che dovrebbero o avrebbero dovuto da tempo esaminare i problemi di questo e degli altri palazzi sorti in zona, ancora inabitati o (peggio) occupati abusivamente.

Ma c’è mai venuto il curatore fallimentare a Ponte San Giovanni a vedere lo scandaloso aspetto di via Adriatica costeggiata da quei bandoni che si trovano solo in Kossovo o nei paesi sottosviluppati dell’Africa e dell’Asia Minore  e di altre zone povere e degradate della Terra? È veramente uno scandalo che ai cittadini di Ponte San Giovanni-Città Etrusca dei Velimna, sia riservato un simile spettacolo di degrado e di abbandono, quando invece l’eleganza e le finiture del palazzo dell’area ex De Megni potevano migliorare l’aspetto di una delle vie più importanti e transitate per l’accesso in paese.

Chiamiamolo così anche se i suoi circa 20mila abitanti potrebbero far considerare una cittadina questa frazione, la più popolosa, del capoluogo di Regione. Si dovrà scendere in piazza o in strada per sollecitare la soluzione a questo problema? «La pazienza ha un limite, la perdono anche i santi – aggiunge l’interlocutore –. È che noialtri semo troppo boni e ci avremmo dovuto pensare prima per avere e pretendere certe garanzie. Andate a sentire quelli che hanno versato e perduto le caparre cosa ne pensano di questa situazione. Sono inc… neri, e non sanno nemmeno con chi prendersela. I muri o sono sordi o non rispondono».

Lasciamo il nostro amico che guarda il terrazzo del primo piano dell’immobile che dà sul parcheggio di un supermercato e scuote la testa vedendo appoggiata sulla ringhiera una delle persiane scorrevoli divelta e forse pronta per essere calata sul cassone di un furgoncino ed essere sistemata altrove.