«In tutte le zone colpite dal sisma la ricostruzione è bloccata, e se non riparte non si crea lavoro»

NORCIA (Perugia) – «Credo che prima di tutto in questi territori ci sia bisogno di ricostruire speranza, perché quello che abbiamo avvertito in tre giorni di viaggio nelle zone del cratere è il rischio concreto che la rassegnazione prevalga». Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, in Umbria, prima a Norcia e poi a Spoleto, per l’ultima tappa del viaggio della Cgil nazionale nelle aree del cratere. Un percorso, attraverso Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria, fatto soprattutto di ascolto – ha spiegato il segretario Cgil – perché c’è bisogno di capire cosa chiedono le persone e di dare risposte concrete. Risposte che invece non stanno arrivando: «In tutte le zone colpite dal sisma abbiamo constatato che la ricostruzione è bloccata e se non riparte la ricostruzione non si crea lavoro, con la conseguenza di un ulteriore spopolamento in zone già in difficoltà anche prima del sisma».

Una preoccupazione condivisa anche dalla popolazione di Norcia, come confermato dai rappresentanti del Comitato “Rinascita Norcia”, che hanno incontrato il segretario Maurizio Landini e la vicesegretaria Gianna Fracassi, all’interno della Camera del Lavoro costruita dopo il sisma e divenuta in breve tempo luogo di aggregazione e incontro. «Ci sentiamo cittadini di serie c – hanno detto i rappresentanti del comitato a Landini – perché non abbiamo più servizi e la ricostruzione dell’ospedale, come delle scuole è ancora ferma al palo. Così siamo costretti a pagare una tassa aggiuntiva, dovendoci spostare per qualsiasi cosa a Spoleto, oppure a Foligno o addirittura a Perugia».

La richiesta rivolta alla Cgil è dunque quella di riaccendere i riflettori sulle popolazioni terremotate. «Ed è proprio quello intendiamo fare – ha detto Landini – lo abbiamo detto anche ai sindaci che abbiamo incontrato in questi giorni, compreso il sindaco di Norcia: la Cgil è pronta a farsi portavoce delle istanze di questi territori nei confronti del governo, chiedendo subito l’apertura di un confronto che restituisca voce alle popolazioni colpite. E se necessario siamo anche pronti ad organizzare una mobilitazione, a Roma, che coinvolga tutti i cittadini terremotati per chiedere provvedimenti che possano accelerare la ricostruzione». 

Landini ha poi parlato anche della situazione delle persone che lavorano negli Uffici per la ricostruzione: “Hanno assunto giovani, ma li hanno assunti a termine sono precari e rischiano tra l’altro di scadere tra un po’, con il rischio che scaduti questi contratti si perdano le professionalità e le esperienze che nel frattempo sono maturate».