La decisione della governatrice, tra gli indagati della nuova Sanitopoli.  Il testo della lettera

UMBRIA – Nell’occhio del ciclone per l’inchiesta sulla sanità che la vede tra gli indagati – e che ha già condotto agli arresti domiciliari quattro nomi eccellenti della politica e dell’amministrazione umbre – Catiuscia Marini ha rassegnato le sue dimissioni da presidente di Regione.

Dopo la mozione di sfiducia presentata dai gruppi di minoranza (e per cui martedì mattina non è potuta intervenire durante la riunione dell’Assemblea legislativa: tutto rinviato alla prossima settimana), la decisione è stata presa al termine di una riunione fiume, nel pomeriggio, che si è tenuta nelle stanze di palazzo Donini, sede della Giunta.
Al termine della riunione, in cui era presente anche il suo legale, Marini ha inviato la lettera di dimissioni alla presidente dell’Assemblea regionale, Donatella Porzi.
La lettera inizia con un «Carissima presidente» scritto a macchina come il resto del testo, ma a cui Marini ha voluto aggiungere un «Cara Donatella» vergato di suo pugno. «Ti comunico – prosegue – la mia decisione di rassegnare le dimissioni da presidente della Regione Umbria (…) le cui motivazioni di natura politica intendo illustrare all’Assemblea legislativa. Colgo l’occasione per ringraziare Tr r tutti i colleghi dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, per il lavoro istituzionale e politico svolto insieme, al servizio della nostra regione. Attraverso te voglio ringraziare tutto il personale dipendente della regione Umbria che mi ha consentito con qualità, competenza e trasparenza di svolgere al meglio i miei compiti istituzionali. Sono stata orgogliosa di aver rappresentato in questi anni di mandato questa nostra piccola grande terra, con il fascino della sua bellezza e straordinaria ricchezza sociale e culturale. Vi saluto cordialmente e con gratitudine».

Qui il testo della lettera pubblica di dimissioni:

«Io sono una persona perbene, per me la politica è sempre stata ‘fare l’interesse generale’, da Sindaco della mia Città, da Europarlamentare, ed in questi anni da Presidente di Regione. Quello che sta accadendo non solo mi addolora, ma mi sconvolge e sono sicura che ne uscirò personalmente a testa alta, perché – credetemi – io non ho niente a che fare con pratiche di esercizio del potere che non siano rispettose delle regole e della trasparenza, rifuggendo sempre da consorterie e gruppi di potere. Le Istituzioni vengono prima delle persone che le guidano e non possono avere ombre che rafforzerebbero il già difficile rapporto di fiducia con i cittadini.

Ritengo doloroso, ma giusto, rassegnare ora le mie dimissioni da Presidente della Regione Umbria, perché ritengo di tutelare così l’Istituzione che ho avuto l’onore di guidare, salvaguardare l’immagine della mia regione e della mia comunità e al tempo stesso avere la libertà di dimostrare la mia correttezza come persona e come amministratore pubblico. So così di fare la cosa più giusta e più coerente con i miei valori, quelli della mia famiglia e con quelli della comunità politica a me più vicina. Ringrazio chi in questi giorni difficili e complessi mi ha dato fiducia e attestati di stima. Mi pare importante mandare un saluto a tutti gli umbri ed alle popolazioni della Valnerina colpite dal sisma con le quali ho condiviso le fasi più difficili, ma umanamente più intense, del mio mandato istituzionale. So di fare la cosa più giusta per l’Umbria, questa mia bellissima terra, ricca di storia, cultura e valori di solidarietà».