Ribadisce «totale estraneità ai fatti» l’inquilina più illustre di palazzo Donini. Poi preannuncia «Profonda riflessione sul sistema dei controlli»

UMBRIA – L’assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini, confinato ai domiciliari da venerdì in seguito all’inchiesta delle fiamme gialle sui presunti concorsi truccati, si è dimesso con una lettera indirizzata alla presidente di Regione, Marini, che giocoforza ha prontamente ridistribuito le deleghe.

«Con la presente – scrive nella missiva, resa nota dall’ufficio stampa della Regione – rassegno con effetto immediato le dimissioni dalla carica di assessore regionale. Tale scelta si rende necessaria onde permettermi di chiarire la mia completa estraneità ai fatti che mi vengono contestati. Ringrazio Lei e i colleghi della Giunta regionale per l’esperienza amministrativa e istituzionale vissuta». E allora, in attesa di ulteriori sviluppi, al vicepresidente Paparelli vanno il Welfare, Politiche familiari, Politiche per l’immigrazione e Cooperazione; all’assessore Bartolini toccano Tutela e promozione della salute, Organizzazione sanitaria, Sicurezza sui luoghi di lavoro e Sicurezza alimentare; nelle mani dell’assessore Cecchini spetteranno invece i Rapporti con l’Assemblea legislativa regionale.

Marini intanto, incontrando i giornalisti nel pomeriggio di sabato – servizio a seguire – ha confermato la propria «estraneità ai fatti contestati dall’inchiesta per la quale sono indagata» e si è detta pronta a collaborare «proattivamente con la magistratura per fare luce su una situazione, se confermata, sconcertante». Sposata in pieno la linea del segretario nazionale Zingaretti, quindi: «Indagini rapide e soprattutto capaci di accertare eventuali responsabilità. Totale fiducia nella magistratura».

Si è detta «d’accordo» con il segretario del Pd Nicola Zingaretti nel chiedere «un’indagine non solo celere ma che arrivi ad accertamento della verità» la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. «I cittadini vogliono risposte, ma anche il Pd» ha aggiunto. «Il Partito democratico – ha detto Marini – è composto anche dai tanti elettori che chiedono sia tutelata l’onorabilità della loro famiglia politica»