«Subito un tavolo di confronto con l’azienda» chiedono Flai Cgil, Uila Uil e Rsu

di Flai Cgil, Uila Uil e Rsu Mignini-Petrini
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – È necessario un tavolo in Confindustria sulla situazione del gruppo Mignini-Petrini. In questi ultimi anni la Rsu insieme alle segreterie di Flai e Uila, a fronte dei tanti pensionamenti, hanno chiesto insistentemente all’azienda di avviare un percorso di assunzioni di giovani lavoratori, da affiancare a quelli in uscita, così da assicurare un travaso di competenze e professionalità e garantire quel livello di produttività e conoscenze che ha contribuito al successo e allo sviluppo del gruppo Mignini-Petrini a livello nazionale.

Anche a fronte di “Quota 100” e quindi di ulteriori pensionamenti che hanno ridotto l’organico dello stabilimento e degli uffici, la risposta dell’azienda è stata quella di “gestire” le uscite con lo spostamento degli addetti dalla portineria/pesa alla produzione e appaltando il servizio ad una cooperativa. Noi non ci stiamo! Unitariamente e convintamente i lavoratori della Mignini-Petrini in assemblea hanno detto no e sono preoccupati da tale scelta, che non guarda al futuro e che non risponde alla necessità di rinforzare gli organici.

Un’azienda che non è in crisi, che ha investito tanto in questi anni, anche utilizzando risorse comunitarie, non può ridurre gli organici e perdere posti di lavoro, appaltando servizi ad una cooperativa solo per avere un costo di lavoro più basso. Anche perché, come abbiamo fatto notare, con contratti di apprendistato si sarebbe potuto raggiungere lo stesso obiettivo, ma creando opportunità e prospettive diverse e migliori. Nei pochi incontri avuti, a cui non ha mai partecipato la proprietà, le motivazioni addotte di tali scelte non sono state minimamente esaustive e soddisfacenti.

Allora riteniamo, insieme ai lavoratori, di chiedere un incontro in Confindustria, ed entrare nel merito di queste scelte, ribadendo che è ora, dopo tanti anni in cui gli organici della azienda si sono asciugati, di assumere personale nuovo, per ricostruire una nuova generazione di competenze e professionalità per un marchio storico del territorio e un patrimonio per la nostra provincia. Nel frattempo, nel rispetto delle tradizionali e importanti relazioni industriali esistenti, riteniamo che l’azienda debba interrompere questo proposito unilaterale e avviare un tavolo costruttivo che dia risposte dignitose alle lavoratrici e ai lavoratori della Mignini-Petrini