#sempreconloro, la campagna per il 5X1000 a favore del Centro Speranza mette al centro anche i familiari: «Agire su di loro è agire sui bambini e farli tornare a casa felici»

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FRATTA TODINA (Perugia) – «Quando aiuti un bambino disabile sostieni anche la sua famiglia». Con questo slogan il Centro Speranza promuove la campagna per il 5X1000 a favore della struttura riabilitativa che si prende cura di circa cento persone con disabilità, bambini e adulti con cerebrolesioni gravi e difficoltà nello sviluppo neuropsicologico, attraverso un percorso educativo e riabilitativo in grado di promuovere la loro crescita personale e relazionale.

Il Centro Speranza offre professionalità e amore alle persone con disabilità, ma anche ai loro familiari.

Testimonial della campagna – con tanto di hashtag #sempreconloro – sono infatti Gianluca e la sua famiglia: mamma Chiara, papà Alessio e i due fratelli Gabriele e Alysia, 15 e 6 anni. «La famiglia di Gianluca – spiegano dal Centro Speranza – ogni giorno affronta con grinta, amore e un pizzico di buonumore le sfide, le difficoltà e le opportunità che la disabilità comporta, perché sulla loro strada hanno incontrato le suore, gli operatori e i volontari del Centro Speranza». E la famiglia di Gianluca è solo l’esempio del supporto che il Centro di Fratta Todina dà alle famiglie.

«È statisticamente provato – sottolinea Giuseppe Antonucci, presidente dell’associazione Madre Speranza Onlus – che le famiglie con disabilità hanno un’aspettativa di vita inferiore, la quotidianità che ai più può sembrare scontata per loro è difficile sostenerla sia psicologicamente che economicamente. Da sempre il Centro Speranza prende in carico non solo la persona con disabilità, ma tutta la sua famiglia. Gli operatori, tutti specializzati promuovono incontri in equipe, psicoterapia familiare e gruppi di auto-aiuto.»

La particolarità del Centro Speranza, infatti, è quella di essere strumento per l’integrazione sociale delle famiglie con figli disabili. Un luogo di inclusione sociale, in cui – anche attraverso cultura, teatro e musica – si lavora sul bambino per «promuoverlo, valorizzarlo, integrarlo e offrirgli una migliore qualità di vita, che permetta alla persona con disabilità di fare esperienza delle proprie capacità e anche dei propri limiti», spiega Antonucci. Il sostegno attraverso la destinazione del 5X1000 diventa quindi più della solidarietà: un impegno per aiutare disabili e famiglie a vivere in “normalità”.

In tutti questi anni, infatti, anche grazie a questo contributo è stato possibile realizzare il parco giochi “inclusivo”, il progetto di orto terapia, i vialetti e il frutteto, la stanza multisensoriale, i laboratori per le attività di parrucchieria, ceramica e cucina. Senza dimenticare il grande impegno della Congregazione delle Suore Ancelle dell’Amore Misericordioso che hanno messo a disposizione la loro casa, l’hanno sistemata, resa priva di barriere architettoniche e hanno dato un’opportunità agli ospiti del Centro di godere della bellezza offerta dalla stessa sede, il Palazzo Altieri. «Questa casa – chiude Antonucci – nel 1600 era un luogo di potenti, oggi le suore di Madre Speranza, ribaltando la storia, ne hanno fatto la casa dei più poveri e dei più fragili».

Il Centro Speranza attualmente sta rispondendo ai bisogni emergenti della popolazione locale, in particolare della Media Valle del Tevere, per questo motivo sta differenziando le attività con servizi privati rivolti all’età evolutiva. Grazie al contributo dell’associazione Madre Speranza Onlus, la raccolta fondi permette la continuità e la qualità del servizio offerto dal Centro Speranza ed è possibile sostenere questa importante risorsa che opera per il bene dei più fragili, anche scegliendo di destinare il 5×1000 dell’Irpef riportando il codice fiscale 94088450542. Un gesto semplice e gratuito, per un aiuto grande.

Per informazioni: www.centrosperanza.it