VISTI DA VITTORIA di Vittoria Epicoco | Dopo il successo di Aquaman, torna nelle sale un supereroe: ma se la tendenza è un capolavoro ogni due, aspettiamo il prossimo. Il trailer

di Vittoria Epicoco ed Edoardo Versiglioni

Wonder Woman e poi Justice League. Aquaman e ora SHAZAM!. DC “gioca” all’equilibrista sulle montagne russe.

Billy Batson (Asher Angel) è un adolescente vivace ed irrequieto, rimasto orfano quando era ancora piccolo; reo di essere scappato da tutte le famiglie affidatarie cui era stato assegnato, per andare a cercare la madre, il ragazzo viene infine portato in una casa famiglia dove, in Freddy Freeman (Jack Dylan Grazer), troverà il suo migliore amico e suo “manager”.
Quando il Mago Shazam si trova costretto a dover scovare il “campione” cui dare i propri poteri per sconfiggere il perfido Dottor Sivana (Mark Strong), si imbatte nel giovanissimo Billy che, pronunciando una precisa parola, si trasforma in un supereroe dotato dei poteri degli dèi. Quali poteri, di quali dèi? SHAZAM!

Il DCEU (DC Extended Universe), dopo l’enorme successo di Aquaman, torna nelle sale cinematografiche con un massiccio Zachary Levi nei panni di un supereroe che, però, non mantiene la stessa continuità e, questa, sembra essere diventata un’attitudine che, sempre più spesso, caratterizza i lungometraggi sui supereroi DC.
Notevole invece la fedeltà al fumetto originale per la maggior parte della pellicola, che però vorrebbe l’attuale Shazam col nome di Capitan Marvel (riadattamento obbligato essendosi, la Marvel, accaparrata i diritti del nome in una diatriba legale alla fine degli anni Sessanta).

A grandi linee però, il film non convince in modo particolare, su tutti i fronti.
Le interpretazioni sono piuttosto ordinarie; Zachary Levi, habitué delle serie TV, fa del suo meglio nel ruolo del protagonista, ma è limitatamente supportato da dialoghi che lasciano molto a desiderare, banali.
Anche la fotografia – e in essa gli effetti speciali – è particolarmente scadente, forse il punto più debole di tutto il film perché, fin troppo, si nota il digitale.
Per la prima volta però, DC si distacca da una fotografia dai toni cupi e grigi, puntando invece a colorazioni più accese e vive.
Ottimi i costumi, il settore cui, probabilmente, è stata dedicata più attenzione: circa sedici settimane per realizzarli, e soprattutto con una certa scrupolosità, nonché un budget veramente spropositato.

La colonna sonora è opera di Benjamin Wallfisch, il quale sancisce una “tripletta” nella collaborazione con il regista David F. Sandberg.
Non mancano però anche tracce pop degne di nota quali Don’t Stop Me Now dei Queen, sulle cui note Shazam!/Billy cercherà di capire quali e quanti siano i suoi poteri, e che lascia una certa leggerezza allo spettatore; e Eye of the Tiger dei Survivor che richiama un altro grande e più celebre cult: Rocky Balboa.
Infine, lo stand alone è rigonfio di riferimenti ai supereroi DC più noti: Batman e Superman. E su questo la regia gioca con un simpatico sarcasmo.

Complessivamente, il settimo esperimento DC non è né sopra né sotto la media; vale la pena vederlo per la casa da cui nasce, che si sia pro o contro quest’ultima; amanti e non di questo genere cinematografico.
Ciò che emerge è una faticosa rincorsa, con scelte ultimamente sbagliate, ad un giusto obiettivo.
Se la tendenza DC è quella di fare un capolavoro ogni due film… attendiamo SHAZAM! 2.

Il trailer: