Appuntamento in piazza Matteotti con il noto esperimento sociale: un’iniziativa di Carola Sorrentino e Monica Morelli, patrocinata dall’Ordine degli psicologi dell’Umbria

PERUGIA – Guardarsi negli occhi, contro l’indifferenza e per aumentare l’empatia e la consapevolezza di se stessi: l’Eye contact experiment arriva a Perugia.

Appuntamento domenica 14 aprile, in piazza Matteotti dalle 16.30, quando sarà possibile partecipare gratuitamente al noto esperimento sociale. Si tratta di un’esperienza nata in Australia, e poi realizzata in diverse città in giro per il mondo, volta a riconnettere l’essenza delle persone tramite una comunicazione non verbale e solo attraverso lo sguardo, per contrastare il velo di indifferenza apatica che avvolge sempre più le nostre città e col fine di rompere gli schemi sociali e le resistenze interiori che ostacolano un contatto reale con il prossimo.

L’iniziativa, promossa dalle psicologhe e psicoterapeute Carola Sorrentino e Monica Morelli, è patrocinata dall’Ordine degli psicologi dell’Umbria. Come spiegano le promotrici: «L’esperienza non è fine a se stessa; entrare in connessione empatica con un’altra persona ci dà la possibilità di scoprire elementi dell’universo interiore contenuto nel prossimo che possono stimolare o riflettere parti nostre già esistenti o magari latenti, in procinto di fiorire. Ogni persona con cui entriamo in intimo contatto è uno specchio per portare alla consapevolezza parti di noi stessi».
Il funzionamento è semplice. L’idea è ispirata dalla performance “The artist is present” di Marina Abramović. L’esperienza avviene in coppia, preferibilmente tra due sconosciuti. Ci si siede uno di fronte all’altro, invitando le persone a guardarsi negli occhi per un minuto, senza parlare o presentarsi, lasciando semplicemente che gli sguardi si incrocino e che le sensazioni e le emozioni fluiscano liberamente.
C’è chi sorride, chi si emoziona. Qualcuno si lascia andare anche con un abbraccio. Nessuno si ritrae. E, per l’occasione, offre i suoi occhi per un minuto, ricambiando lo sguardo di uno sconosciuto. Il contatto umano è tutto qui: un incrocio di volti per una manciata di secondi, che rivela sempre sorprese. L’esperimento è rivolto a persone di tutte le età.

«Ci siamo disabituati ad entrare in contatto reale con gli altri – proseguono le organizzatrici – Viviamo sì sempre connessi, ma abbiamo dimenticato cosa vuol dire incontrare l’altro; lo smartphone è sempre lì, pronto ad accoglierci in ogni momento: entriamo in un bar, ordiniamo il caffè mentre mettiamo un altro like. È sempre più difficile che i nostri sguardi vaghino liberi alla ricerca di qualcosa o semplicemente osservando. Tutto ciò non è per forza un male, ma spesso ci allontana dalla quotidianità, dallo scambio di un gesto reale con chi abbiamo di fronte. Stiamo dimenticando, pare, che per comunicare davvero abbiamo bisogno di connessione concreta, fisica. Da queste considerazioni l’idea di replicare anche a Perugia questa performance. Un piccolo momento, una sorta di flash mob, per riavvicinarci a noi stessi e a chi abbiamo accanto».