Dopo le polemiche del 2018, la sezione territoriale dell’Associazione partigiani costretta a iniziative separate

di Sezione ANPI “Cap. Carlo Barbieri” di Todi
(riceviamo e pubblichiamo)

TODI (Perugia) – Con grande piacere e un pizzico di orgoglio avremmo voluto presentare le iniziative della nostra sezione per la celebrazione del prossimo 25 aprile. Purtroppo, anche quest’anno, all’entusiasmo per la festa si affiancano l’amarezza e la preoccupazione per l’atteggiamento della nostra Amministrazione.

In molti hanno notato il logo del Comune per il concesso patrocinio nei nostri manifesti. Per la nostra richiesta non è stata fatta una delibera, come per le numerose altre associazioni che compaiono nell’albo pretorio, ma una direttiva (perciò un atto non visibile a un semplice cittadino) con delle riserve, che solo nel pomeriggio del 18 aprile, abbiamo avuto modo di leggere. Tali riserve, che come il patrocinio ci erano state anticipate solo per via telefonica, si riferiscono alla necessità di coordinare le iniziative dell’Associazione con quelle del Comune, in modo tale che non si intralcino. Avevamo così scoperto che l’Amministrazione stava di nuovo pensando a due iniziative separate. A questo punto ci siamo mossi per tentare di fare nella nostra città, come sempre fino all’anno passato e come nella grande maggioranza delle piazze italiane, una commemorazione unica e unitaria.

Dopo vari passaggi e rimpalli siamo riusciti a parlare al telefono con il Vicesindaco, che pare sia quello che ha l’ultima parola, la conversazione è stata quasi surreale. Ruspolini ci autorizza a partecipare, come le altre associazioni, alla commemorazione istituzionale del 74° anniversario della Liberazione dal nazifascismo ma dato che il Ministero incarica il Comune come soggetto organizzatore delle iniziative, per norma, questo è l’unico autorizzato a parlare e a deporre la corona. Dunque l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia il 25 aprile a Todi non avrebbe diritto né di parola né di mettere un mazzo di fiori sotto al monumento che celebra la Liberazione e commemora le vittime della Resistenza e della guerra di liberazione.

 

Come abbiamo fatto presente al Vicesindaco, nessuna norma vieta all’organizzatore di invitare, anche a parlare e deporre fiori, altri soggetti. Ne è dimostrazione il fatto che accade in quasi tutte le piazze del nostro Paese come è sempre accaduto nella nostra città, compresa l’intera precedente legislatura del Sindaco Ruggiano, e dunque non è questione di norma ma di una scelta politica ben precisa che ricalca la posizione già espressa e portata avanti, nonostante il clamore e le reazioni suscitate a livello nazionale, l’anno passato.
Tutte le richieste da parte della nostra sezione sono state regolarmente registrate presso l’ufficio protocollo lo scorso 12 marzo, con largo anticipo dunque, e solo oggi abbiamo ricevuto risposta scritta, con alcune questioni che restano però ancora sospese.
Crediamo sia doveroso da parte nostra denunciare pubblicamente quanto sta accadendo, prendiamo atto che purtroppo la deriva verso cui sta approdando il nostro Comune è in linea con il pericoloso disegno di chi vuole trasformare uno dei passaggi più importanti della storia del nostro Paese in qualcos’altro. È chiaro il tentativo in atto di sminuire e trasformare il significato di questa Festa. D’altronde già l’anno passato qualcuno farneticò che il 25 aprile si celebra la fine della seconda guerra mondiale.

 

Ebbene noi non ci stiamo. Il 25 aprile è la Festa nazionale della Liberazione dal nazifascismo per la quale gli uomini e le donne della Resistenza, i Partigiani, hanno dato un contributo fondamentale. Perciò la nostra bandiera sarà a presidio del monumento in piazza del popolo per l’intera mattina, mentre il nostro programma rimane inalterato: arriveremo al monumento dopo la VII Camminata della Liberazione e celebreremo con tutti i crismi questa festa, tappa fondamentale per la rinascita del nostro Paese, culla della Repubblica e della Carta Costituzionale, il capitolo più glorioso della storia d’Italia.