Alla scoperta di una delle più grandi città dell’Impero romano, crocevia religioso e commerciale d’Europa

di Maria Luisa Lucchesi

SUGGESTIONI DI VIAGGIO – Aquileia è una delle più grandi città dell’Impero romano, una delle più vivaci comunità del paleocristianesimo latino, uno dei più importanti antichi porti dell’Adriatico, punto di partenza delle principali strade commerciali, culturali e militari verso il Nord Est europeo. Fondata dai romani nel 181 a.C., fu città di cultura e crocevia di religioni, sede nominale di un episcopato e di un patriarcato soppresso soltanto nel 1751. Oggi resta uno degli esempi più completi di città romana nell’area del Mediterraneo, valorizzata anche grazie alle moderne tecnologie che, in questi ultimi tempi soprattutto, sono state utilizzate per conservare al meglio le ricchezze che scopriva mano a mano e per renderle fruibili al visitatore.

Il cuore pulsante dell’Aquileia romana èil foro, posto sul crocevia formato dalle vie Iulia Augusta e Gemina, cardo e decumano massimo della città. Alle sue spalle si snodano 350 metri di banchine portuali realizzate a partire dal II sec. a.C. con impressionanti massi calcarei perfettamente sbozzati. E’ qui che si respira la grandezza di Aquileia, il suo essere centro commerciale di primaria importanza, luogo di approdo per le merci circolanti nell’intero Mediterraneo.

Il fascino di questo grande emporio si nasconde negli spettacolari mosaici delle case private, emersi dalle campagne di scavo cominciate alla fine dell’Ottocento e ancora attive grazie all’impegno della Fondazione Aquileia. La Basilica conserva il più esteso pavimento a mosaico del mondo occidentale cristiano e accoglie il visitatore con oltre 750 metri quadri di superficie mosaicata che ricoprono il pavimento delle originarie due aule di culto realizzate prima del 320. Sono visitabili, poi, la cripta degli scavi con le poderose fondamenta del campanile circondate dai mosaici e, sotto l’altare, la cripta degli affreschi risalente al IX secolo. Ma i mosaici non sono solo all’interno della basilica: grazie al restauro e alla musealizzazione dei mosaici dell’area adiacente il battistero denominata Südhalle, si possono ammirare ulteriori 300 metri quadrati di pavimento musivo dell’inizio del V secolo.

Il progetto ha permesso di proteggere i mosaici rendendoli accessibili al pubblico. L’approccio e lo stile sono accuratamente in sintonia con l’ambiente circostante, ma sicuramente contemporanei. Inoltre la protezione dei mosaici stessi è stata effettuata con tecniche di ultima generazione e curata dai maggiori esperti.

Da non perdere il Museo Paleocristiano, l’ultima delle ristrutturazioni fatte in quindici secoli su un luogo di culto cristiano costruito alla fine del IV secolo al di fuori del circuito delle mura urbane. Si tratta di una coesione del tutto particolare: alla visione della struttura religiosa e dei suoi mosaici si accompagna l’esposizione di iscrizioni funerarie cristiane da varie località aquileiesi, nonché di reperti più tardi, che nel loro insieme raccontano la vita religiosa di quella che, dal VI secolo, è stata la città dei Patriarchi.  

Il sepolcreto è un luogo incantato, lievemente discosto dal centro cittadino. Cinque recinti con numerose tombe appena restaurate fanno rivivere la magia romantica dell’arte antica. Per chi sceglie di visitare Aquileia nel periodo estivo, numerose sono le iniziative in programma, dal festival internazionale del cinema di archeologia, alla rievocazione storica, ai laboratori per bambini sulla vita degli antichi romani, ai concerti in basilica e al Museo Archeologico Nazionale, alle visite agli scavi in compagnia dell’archeologo. www.fondazioneaquileia.itwww.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.itwww.basilicadiaquileia.it


A tavola

Ad Aquileia, la tradizione gastronomica friulana si mescola con quella mitteleuropea, derivante dall’appartenenza della città all’impero asburgico. Si spazia dal pesce alla carne, passando per ortaggi che, coltivati in zona, presentano una sapidità particolare dovuta alla naura marina del terreno. La stessa, peraltro, che si riscontra nei famosi vini della zona.