POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Anno accademico, il retroscena. Davanti al ministro, pesante assenza di due capi di Dipartimento (Talesa e Saccomanni). Giurisprudenza contesta ed è pronta a congelare il posto da prof voluto dal Magnifico. Il flop convenzione sanitaria

di Marco Brunacci

PERUGIA – Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico all’Università di Perugia. Di solito una interminabile messa cantata, con una litania di saluti e di ringraziamenti, di passaggi obbligati, di ondeggiamenti e sbadigli. Non stavolta. È un altro film. Il ministro Bussetti, del Governo del cambiamento, si presenta con la spilla della Lega producendo gravi irrigidimenti muscolari a quattro file di accademici che ci tengono a distinguere le istituzioni dai partiti.
Poi c’è Falini, il luminare della ematologia, il quale non concede alla platea allargata che molecole della leucemia, che sembrava – si lascia andare qualche veterano abituato a maggiore flessibilità – un Master per ematologi.
Il retroscena è già gonfio di notazione, ma tracima quando il rettore uscente Moriconi arriva al microfono e, a onor del vero, sceglie di essere Franco, di nome di fatto. Parte con la lode alla sua Università, evita il punti di incaglio della nave, si libra leggero nell’aere ma non può no scendere a picco sulla convenzione sanitaria con la Regione. Un flop. Ammesso a metà: “Io mi prendo le mie responsabilità, ma la politica ha le sue”.
Moriconi omette di dire che la (ex) facoltà di medicina sta vivendo uno dei suoi momenti più difficili, Nel ranking internazionale più accreditato, l’Università tutta è scesa giù (ma non per il Censis, che, beati loro, la vedono bella e buona), ma Medicina, con i suoi tre Dipartimenti è proprio finita in un nuovo limbo, lontanissimo dall’Europa, a uno spazio siderale dai big del mondo. I tre Dipartimenti hanno totalizzato una retrocessione collettiva, ma anche casi su cui riflettere. La apicale pediatra (Esposito), fortemente voluta dall’Università, è stata sospesa per mesi dall’Azienda ospedale, fatto raro se non unico, e il Tribunale si è espresso senza ritenere di dover intervenire, fatto raro se non davvero unico.
Uno dei capi di Dipartimento (quello più avanzato del settore sperimentale, il professor Talesa, una grande storia personale) è fragorosamente assente alla cerimonia dell’Anna accademico. Vorrà pur dire qualcosa.
Ma Moriconi non è solo il rettore di Medicina e va via veloce sull’argomento per soffermarsi prima sulla necessità della parità di genere (ma in platea dicono che non ha firmato in Regione l’impegno per la lotta contro l’omofobia) e poi sulla prossime elezioni da rettore.

In realtà sono non molte parole ma di grande peso. La speranza del rettore è che il suo posto possa essere preso da una giovane rettrice. Un attimo e questo diventa il leitmotiv di ogni commento in sala. Ora tutti sanno che i moriconiani alle prossime elezioni non sono meno di tre. Una è la Stanghellini, eccellente docente ma non giovanissima, l’altro è Francesco Tei né giovane né donna, resta la Mazzeschi, che arriva dai boschi del Dipartimento umanistico ed è che, da quel momento, diventa per tutti l’oggetto dell’endorsement di Moriconi. Sarà lei la candidata prediletta dal rettore e sulla quale cadranno i suoi voti? Tei non sembra accusare il colpo, ma di sicuro sta riflettendo. Lui si considerava il più accreditato per evitare che il ballottaggio per il rettore si facesse senza un moriconiano, con Elisei contro Oliviero, come da pronostici largamente condivisi (al momento). Ora potrebbe cadere vittima della sindrome da Hansel e Gretel, lasciati dal padre nel bosco, magari a fin di bene ma pur sempre abbandonati.
Tanto più che Tei pare abbia avuto qualche vivace scambio di idee con un matematico e un geografo nel giro che i candidati a rettore hanno fatto per Dipartimenti nelle ultime settimane.

A questo punto comunque tutti si scatenano in ipotesi e scenari. A Cityjournal già tirano fuori il pezzo appena post natalizio su una ipotetica cena a Fratticciola Selvatica in cui la Mazzeschi sarebbe stata incoronata dal rettore Moriconi. Ma ognuno prevede uno sviluppo diverso.
Il tempo di prendere atto che manca un secondo capo di Dipartimento (Saccomanni di Ingegneria) e non è davvero una cosa normale. E poi via a soppesare una nuova allarmante notizia: in sala alcuni sono convinti che Giurisprudenza, assai irritata per la decisione del rettore di indicare i nuovi posti da prof invece di lasciare autonoma scelta ai Dipartimenti, sarebbe pronta a bocciare il piano promozioni, congelando il posto che le spetta. Il che sarebbe poco meno di una rivolta.