POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Indiana Jones a Narni, 25 promozioni con pochi mal di pancia, tanta peruginità e la conferma degli amministratori del passato dalla Bonaceto alla Vettori. Perugia cala nel ranking mondiale ma aumenta l’attività prima del voto per il nuovo rettore

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sante elezioni. Quando si avvicinano, all’Università di Perugia, ma non solo, possono avvenire miracoli. Si può scoprire per esempio che il Corso di Scienze investigative di Narni ha bisogno dell’archeologo. Grande. Questa è visione interdisciplinare. Questa è capacità di programmazione di ampio respiro. E basta ironie.

Indiana Jones vi dice niente? L’archeologo è un investigatore dei secoli dei secoli. È un detective della storia antica. In fondo, a pensarci bene, si occupa di cold case (casi irrisolti e archiviati). Magari un po’ più datati di quelli dei telefilm, ma sempre cold case sono. E ognuno comunque si faccia i cold case suoi.
Anche le 25 promozioni a tempo di record che hanno avuto il via libera di un Senato accademico con tanti mal di pancia, ma niente di serio, se poi alla fine i voti sono stati trovati, hanno dimostrato che le elezioni per il nuovo rettore in una Università possono avere un corollario di benefici. Anche gli imperatori romani facevano qualcosa del genere, tra grazie varie, liberazione degli schiavi, assegnazioni di territori.
Dicono che nel Senato accademico ci sono state defezioni, illustri assenti, ma anche qualche fiero avversario delle decisioni che erano già state prese. Sull’organizzazione dei Dipartimenti c’è stato perfino – raccontano – qualche scontro. Qui la cosa è molto tecnica e risparmiamo i particolari agli estranei delle segrete cose dell’amministrazione, però pare si insista nel mettere nuovi “E.P.” (no ET era un altro e veniva da Marte, questi vengono da un’altra epoca): si tratta di “Elevate Professionalita’”, delle quali, nelle più avanzate università del mondo, non si sente il bisogno ma qui avranno un posto in più in pianta organica o forse anche due.

Gli ipercritici notano che oltre alla fretta di decidere, l’attuale dirigenza universitaria ha anche voluto lasciare ai posteri un’impronta di spiccata peruginità in molte delle nomination. Un segno dei tempi, al quale bisogna almeno riconoscere il coraggio di essere controcorrente, visto che tutti nel mondo sostengono la necessità assoluta dell’internazionalizzazione delle eccellenze del sapere, come dovrebbero essere gli Atenei.
Per dare continuità a questa amministrazione sarebbe stato anche trasformato in contratto a tempo indeterminato quello di Veronica Vettori, capo del personale. Dopo la conferma della direttore generale Tiziana Bonaceto, è ora ufficiale: l’Università di domani, quella del nuovo rettore, chiunque esso sia, avrà solide radici che sprofondano nel passato.