L’indignazione di un cittadino di fronte all’incuria e al degrado: «Le mie domande alla Fondazione di Agraria»

PERUGIA – «In vista dello sciopero globale per il clima previsto venerdì e considerata la ormai affermata sensibilità sui gravi disastri causati dalla plastica dispersa nell’ambiente, da cittadino vi segnalo, sperando in un vostro interessamento, una vergognosa situazione che conferma tristemente quanto siamo ancora indietro nella cultura del rispetto ambientale, comprese le amministrazioni pubbliche». Comincia così l’accorata lettera – inviata a questa e ad altre redazioni – di un lettore indignato dalla presenza «di frammenti di plastica nera di varie dimensioni, abbandonati e dispersi nella campagna presumibilmente dopo l’uso a fini agricoli» in un vigneto di San Biagio della Valle, a Marsciano, tra strada Settevalli e via del Gioco. Residui sparsi ovunque e soprattutto «in elevatissima quantità», specifica la segnalazione.

«Oltre a deturpare completamente la vista e il paesaggio in una zona di altissimo pregio ambientale – si legge ancora -, che appare ormai trasformata in una enorme discarica a cielo aperto, la plastica si è frammentata nel tempo ed è stata sparsa dal vento per tutta la campagna, interessando anche la strada e i campi circostanti. Nei giorni scorsi ho inviato una segnalazione via Pec a tutti gli enti (Comune di Marsciano, Provincia, Regione, Arpa, Università), mentre alla Fondazione Agraria – che l’autore della segnalazione ipotizza essere proprietaria del terreno – ho inviato queste domande alle quali secondo me dovremmo pretendere tutti una risposta urgente».

Le domande

E via di seguito con le domande, appunto: «se la plastica sia stata effettivamente abbandonata dopo l’uso a fini agricoli (pacciamatura); se la procedura prevede che la plastica venga abbandonata indiscriminatamente dopo l’uso o al contrario sia previsto il recupero dei residui prima della loro dispersione sui terreni; i motivi per cui la plastica non è stata rimossa prima che potesse frammentarsi e spargersi per le campagne, sulla strada e nei terreni circostanti; di quale tipologia di materiale plastico si tratta e quando è avvenuta la messa in opera in detto sito; se esiste un programma di bonifica dei terreni inquinati da detta plastica nonché dei terreni circostanti interessati dai frammenti di plastica trasportati dal vento; se esistono, quanti sono e dove sono ubicati i terreni in uso alla Fondazione in cui viene utilizzato questo sistema di pacciamatura e se anche negli eventuali altri terreni la plastica viene abbandonata in natura dopo l’uso; qual è la quantità di plastica (in peso o in metri quadrati) che ad oggi è complessivamente presente sui terreni di proprietà o in uso a codesta Fondazione; se la Fondazione è al corrente dei gravissimi pericoli per l’ambiente e per l’uomo causati dall’abbandono indiscriminato di plastica in natura; se la Fondazione è a conoscenza di metodi alternativi che non prevedano l’uso di plastica per la pacciamatura, se intende utilizzarli e se esiste un cronoprogramma in merito; nel caso in cui si tratti di bioplastiche organiche degradabili si chiede la composizione chimica e il tempo di decomposizione indicato dal produttore».