VISTI DA VITTORIA di Vittoria Epicoco | Kristoffer Nyholm si mette alla prova con un mistero nel mistero: ottimo per una domenica al cinema

È un esperimento abbastanza valido quello del regista danese Kristoffer Nyholm con The Vanishing – Il mistero del Faro.

La vicenda, ispirata ad una storia vera – un mistero che ancora oggi aleggia sulle isole Flannan in Scozia – narra dell’improvvisa ed ingiustificata scomparsa di tre uomini, mandati a sorvegliare il faro sul punto più alto di una di esse.
Tocca quindi a James Ducat, Thomas Marshall e Donald MacArthur prestare servizio di guardia al faro dell’isola di Eliean Mòr, il tutto per un tempo di sei settimane.
Una violenta burrasca porta con sé un relitto schiantatosi sugli scogli con a bordo un naufrago e una cassa misteriosa.
Il film si regge su due fattori importanti: atmosfera e fascino.
Nel primo caso, lo scenario suggestivo delle isole Flannan fa da padrone alla quasi totalità della pellicola, dando voce ad una fotografia – a cura di Jorgen Johansson – dai toni prevalentemente freddi.
Il fascino deriva da una recitazione che ha dell’intrigante, assicurando un pubblico attento fino all’epilogo senza mai annoiare.
Peter Mullan è Thomas, Gerard Butler James; in ambedue la performance è notevole, specie per Butler il quale finalmente, esce da uno schema che, troppo spesso, lo aveva visto nel ruolo di un quasi sempre brutale paladino di giustizia.
Il giovane Donald MacArthur è, infine, Connor Swindells, che inaugura la sua prima volta sul grande schermo con una prestazione più che positiva.
È un film che nasconde in sé una concreta difficoltà ad articolare una sintesi che non ne sveli i retroscena, lasciando così quel senso di curiosità che è propria dello spettatore.
Gli eventi realmente accaduti, infatti, confermano solamente due passaggi: la partenza per il periodo di turnazione al faro ed il ritrovamento della casa sull’isola in condizioni dubbie, il che lascia carta bianca al regista, permettendogli di sviluppare un racconto che potrebbe avere del potenziale ma che, alla fine, ricade su qualcosa di fin troppo semplice.
Tuttavia, anche se la scelta di Nyholm può definirsi “facile”, la recitazione dei tre alza di molto il livello generale.

Il trailer: