Parte il progetto tra Città della Pieve, Castiglione del Lago, Norcia e Cascia

PERUGIA – Nonne e nonni si mettono in rete per andare a dare una mano dove c’è più bisogno di loro. Entra nel vivo nei comuni di Città della Pieve, Castiglione del Lago, Norcia, e Cascia il progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”, selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Il progetto punta a creare una rete di “nonne e nonni di comunità” per dare supporto alle genitorialità fragili e valorizzare le risorse che i nonni volontari Auser possono offrire soprattutto in territori dove i servizi scarseggiano e povertà educativa ed economica si sommano. Il progetto, della durata di tre anni, vede come capofila Auser Lombardia e può contare su una vasta rete tra Comuni, cooperative sociali, Università Bicocca di Milano e Istituto degli innocenti di Firenze. Quattro le regioni interessate: Lombardia, Toscana, Umbria e Basilicata.

A Perugia il battesimo del progetto è previsto per martedì 26 marzo 2019 con un evento pubblico dal titolo “Pochi bambini ma tanti nonni: un’opportunità contro le povertà educative” che si svolgerà alla Sala del Consiglio provinciale in piazza Italia a partire dalle ore 9.30. Previsti gli interventi di Tiziana Ciabucchi, presidente di Auser Umbria, e a seguire quelli di Luciano Bacchetta (presidente della Provincia di Perugia), Mauro De Carolis (sindaco di Cascia), Nicola Alemanno (sindaco di Norcia), Sergio Batino (sindaco di Castiglione del Lago) Fausto Scricciolo (sindaco di Città della Pieve), Gaetano Mollo (ordinario di filosofia dell’educazione all’Università di Perugia), Daniela Monni (impresa sociale “Con i Bambini”) e Lella Brambilla, presidente Auser Lombardia.

In Umbria i territori, in particolare quelli compromessi dal terremoto, presentano nuclei familiari vulnerabili, fragili, incerti, spesso stranieri. Il sisma del 2016 ha lasciato ferite profonde nelle comunità, un forte senso di sfiducia ed aumentato i rischi di spopolamento proprio da parte delle famiglie più giovani. Questi territori sono spesso in condizione di povertà economica, con una grande presenza di anziani e pochi bambini. Tuttavia proprio queste ragioni hanno indotto a sperimentare in quelle zone attività educative rivolti ai più piccoli che integrano ed ampliano i servizi esistenti.

Per dare un supporto alle famiglie sono stati avviati degli spazi educativi gratuiti per bambini fino a 6 anni, luoghi in cui i più piccoli possono ogni sabato mattina, dalle 8.30 alle 12.30, giocare, creare, crescere con il supporto di educatori professionali e di “nonni volontari”. E per l’estate 2019 saranno operativi dei centri estivi. Sono stati inoltre attivati degli Sportelli Sociali in grado di fornire informazioni e accompagnamento alla rete dei servizi del territorio, consentiranno di avvicinare le famiglie sole e fragili soprattutto straniere.