La firma, da una parte il comune, dall’altra le associazioni di colontariato del territorio, mercoledì 3 aprile

NARNI (Terni) – Sono circa 200 le persone in condizione di vulnerabilità che a Narni vengono aiutate nella disponibilità di cibo. A renderlo noto è l’assessore comunale all’ambiente, Alfonso Morelli, che il prossimo 3 aprile siglerà alle 10 al Digipass di Palazzo dei Priori, con le associazioni di volontariato, il protocollo d’intesa contro le spreco alimentare.La firma sarà apposta dall’assessore e dai rappresentanti delle associazioni di volontariato impegnate nel sostegno economico alle famiglie indigenti residenti nel territorio narnese: Caritas, Banca del tempo, Associazione San Vincenzo de Paoli, alle quali si uniranno successivamente su base volontarie altre organizzazioni.

Il protocollo d’intesa impegna l’amministrazione comunale a mettere a disposizione degli enti no profit la piattaforma online “Regusto” che mette in collegamento diretto domanda e offerta di cibo in eccedenza. La piattaforma, spiega il Comune, consente di coordinare e gestire le donazioni e il recupero alimentare in modo semplice.Le attività commerciali caricano i prodotti destinati alla donazione, l’ente addetto al recupero visualizza, su mappa, prenota e ritira i prodotti. La pubblica amministrazione coordina e monitora donazioni e redistribuzione degli alimenti da desktop o piattaforma.

«Narni – dichiara l’assessore Morelli – da diversi anni attua politiche di lotta allo spreco alimentare e grazie al servizio ideato di recupero delle eccedenze, integrato con il Banco Alimentare, riesce a soddisfare mensilmente l’esigenza di numerosi soggetti. Il Comune ha sentito la necessità di fare rete, in un’ottica di ottimizzazione dei servizi rivolti ai cittadini appartenenti alle categorie più svantaggiate, perché quello dello spreco alimentare è un problema di vaste dimensioni e coinvolge tutti».

I dati europei

Si stima che ogni anno nella UE siano prodotti circa 88 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari (173 kg pro capite annui), per un costo stimato in 143 miliardi di euro. Nello stesso tempo, nel 2015, si è calcolato che nella UE quasi un quarto della popolazione (119,1 milioni di persone) era a rischio di povertà o di esclusione sociale e che 42,5 milioni di persone non avevano i mezzi economici necessari per permettersi un pasto di qualità un giorno su due. A livello mondiale, la FAO calcola che un terzo del cibo prodotto va perso o sprecato, mentre 795 milioni di persone non hanno abbastanza da mangiare.