«No alla secessione delle regioni ricche», il messaggio della piazza

PERUGIA – «Si scrive “regionalizzazione”, ma si legge “secessione”. Il progetto di autonomia in materia di istruzione e formazione avanzato dalle regioni più ricche rischia di spaccare il sistema paese». Ne è convinta la Flc Cgil che stamattina a Perugia, in occasione della visita del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Unipg, ha dato vita ad un flash mob, insieme a Udu, Rete degli Studenti e altre realtà associative del territorio.

«Il rischio è quello di passare dalla scuola della Repubblica alla scuola delle Regioni – ha affermato Domenico Maida, segretario generale della Flc Cgil Umbria – ma la scuola non è un semplice servizio, è un diritto fondamentale che appartiene a tutte le cittadine e a tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla regione in cui risiedono. Per questo – ha aggiunto il segretario Flc – come organizzazioni sindacali della scuola e del mondo dell’associazionismo e dei movimenti abbiamo promosso un appello specifico contro la regionalizzazione dell’istruzione».

L’appello in questione, sotto l’hashtag #restiamouniti, è promosso da tutti i sindacati della scuola e da un ampio cartello di associazioni. Per sottoscriverlo basta andare a questo link. «Lanciamo il nostro invito ad un generale e forte impegno civile e culturale – si legge nel testo – affinché si fermi il pericoloso processo intrapreso e si avvii immediatamente un confronto con tutti i soggetti istituzionali e sociali».

In piazza a Perugia con la Flc e la Cgil (presenti anche altre categorie del sindacato, in particolare Nidil e Flai) c’erano anche gli studenti di Udu e Rete. «Il ministro Bussetti viene a fare una passerella qui nel nostro Ateneo – ha dichiarato Lorenzo Gennari, coordinatore di Udu Perugia – ma il suo governo ha completamente abbandonato il tema del finanziamento del sistema universitario e dell’istruzione. Inoltre, anche come studenti contrastiamo con forza il progetto di regionalizzazione, che punta a creare un’istruzione di serie A e una di serie B nel paese».