L’arresto da parte dei carabinieri di Valfabbrica

BASTIA UMBRA (Perugia) – Dal consumatore allo spacciatore. Hanno risalito la filiera della droga al contrario, i carabinieri di Valfabbrica. E alla fine hanno avuto ragione: non solo hanno messo le manette ai polsi del pusher di turno, ne hanno pure trovato il covo, l’appartamento nel quale lui, un giovane di origini albanesi, aveva allestito il proprio piccolo “magazzino” in cui stipare e lavorare la droga da smerciare.

Cocaina, in particolare. Che i carabinieri gli hanno prima visto cedere a un ragazzo di Torgiano, e che poi gli hanno trovato sia addosso (dieci bustine termosaldate) sia all’interno dell’appartamento (altri quaranta involucri) del quale il giovane voleva a tutti costi nascondere l’esistenza. «Dormo in macchina, dove capita», avrebbe detto ai militari nel tentativo di non far scoprire il proprio rifugio.

Nel piccolo monolocale, trasformato in un vero e proprio laboratorio, sopra al tavolo da cucina i carabinieri hanno trovato tutto l’occorrente per confezionare la dorga. Persino «una bottiglia di pregiato vino umbro, ancora sigillata, utilizzata come mattarello per rompere i “sassi” di cocaina e amalgamare la polvere insieme al taglio», raccontano i militari. Per il giovane si sono quindi spalancate le porte del carcere di Capanne, e dovrà ora dovrà difendersi dalle accuse di spaccio e detenzione a fini di spaccio di stupefacenti.